Turista denuncia: 2 euro per la toilette dopo aver consumato al bar. E la frase al bancone fa discutere.
Due euro per usare il bagno, anche se sei un cliente pagante. Succede in un bar del centro di Sorrento e a denunciarlo è un giovane della zona che ieri sera si trovava in città con la sua ragazza.
Questa la testimonianza è arrivata all’onorevole Francesco Emilio Borrelli.
“Questa sera eravamo a Sorrento io e la mia ragazza, la quale aveva urgente bisogno di un bagno. Decidiamo di entrare in un bar nelle vicinanze dove consumo regolarmente e successivamente richiedo l’utilizzo del bagno, che aveva accesso con tornello e gettone, mi viene concesso l’accesso, ma alla cassa mi fanno comunque pagare 2€ per l’utilizzo della toilette”.
Fin qui, una pratica ormai diffusa in molte località turistiche. A far scattare la rabbia del cliente, però, sarebbe stata la risposta ricevuta alla richiesta di spiegazioni.
Secondo quanto riferito dal giovane, al bancone gli sarebbe stato detto che essendo un consumatore, l’uso dei servizi igienici dovrebbe essere garantito. La replica del personale sarebbe stata secca: “Qua siamo a Sorrento non a Napoli”, pronunciata – scrive il ragazzo – con “una sottile vena di razzismo solo perché io non ero un ‘turista da spennare'”.
Una frase che, se confermata, riapre due ferite sempre aperte in Costiera: da un lato il caro-servizi per residenti e turisti italiani, percepiti come meno redditizi rispetto al turismo straniero, dall’altro il dibattito sull’obbligo per gli esercizi pubblici di garantire i bagni ai clienti.
Cosa dice la legge? La normativa nazionale non impone ai bar di rendere i servizi igienici obbligatoriamente gratuiti per tutti, ma il regolamento comunale e le norme igienico-sanitarie prevedono che i locali con somministrazione debbano disporre di servizi per la clientela. Far pagare un extra a chi ha già consumato è pratica legittima ma al limite del buon senso, soprattutto quando il tornello a gettoni sembra pensato più per i passanti che per i clienti.
La segnalazione ha già fatto il giro dei social, dove in molti residenti dell’area stabiese e sorrentina raccontano episodi simili, soprattutto in alta stagione.
Resta l’amaro in bocca per una serata rovinata da un bisogno impellente e da una battuta che, per il giovane, suona come una discriminazione territoriale in piena regola.
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