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Castellammare – Tragedia al San Leonardo, le ultime ore di vita di mamma Greta sotto la lente d’ingrandimento degli inquirenti.

Gravidanza al settimo mese, il sospetto di un trombo e poi il precipitare degli eventi. Oggi l’interrogatorio di tutti i medici coinvolti per ricostruire il percorso sanitario

Una gravidanza arrivata al settimo mese, il sospetto di un problema trombotico, gli accertamenti indicati dai medici e poi il drammatico epilogo nel giro di poche ore: il bambino nasce prematuro e non sopravvive, nel pomeriggio di sabato si spegne anche la madre.

È la tragedia che ha colpito Greta Astarita e il piccolo Niccolò Esposito, una vicenda che ha sconvolto la famiglia e la comunità e che è ora al centro di verifiche approfondite per chiarire ogni passaggio del percorso sanitario.

Il sospetto trombotico e gli esami indicati

Stando alle prime ricostruzioni, tutto sarebbe partito da un sospetto problema legato a un trombo. La donna, incinta di sette mesi, sarebbe stata sottoposta a una valutazione ginecologica presso il reparto di Ginecologia dell’ospedale San Leonardo di Castellammare di Stabia.

Al termine della visita, secondo quanto emerso, le sarebbero stati indicati ulteriori accertamenti: un ecocolordoppler agli arti inferiori e specifici esami della coagulazione del sangue. Controlli ritenuti necessari per approfondire il quadro clinico e comprendere la natura del problema.

Le ore successive e i punti da chiarire

Proprio la gestione delle ore successive alla prima valutazione è ora al centro degli interrogativi. Il percorso, a quanto risulta, sarebbe dovuto proseguire in regime ambulatoriale.

Resta da chiarire cosa sia accaduto esattamente in quella fase: se la donna sia stata nuovamente presa in carico dal pronto soccorso, quali valutazioni cliniche siano state effettuate e con quale tempistica siano stati eseguiti gli esami prescritti.

Il secondo accesso e il parto d’urgenza

Quando Greta è tornata in ospedale una seconda volta, la situazione clinica sarebbe precipitata rapidamente, al punto da rendere necessario procedere con urgenza al parto.

La donna sarebbe arrivata intubata e in condizioni critiche. Il piccolo Niccolò è venuto alla luce prematuro, ma la sua vita si è spenta dopo poche ore. Nel pomeriggio di sabato, dopo il trasferimento in terapia intensiva, è morta anche la madre.

Una doppia tragedia che ha lasciato la famiglia nel dolore e che ora richiede risposte precise sulla successione degli eventi e sulle condizioni cliniche di mamma e bambino.

Oggi le audizioni dei medici

Nella giornata di oggi sono previste le audizioni di tutti i medici coinvolti nella vicenda. Un passaggio ritenuto fondamentale per ricostruire con esattezza la cronologia dei fatti.

Al centro degli accertamenti ci sono il percorso seguito dopo il sospetto problema trombotico, la natura e la tempistica degli esami indicati, le eventuali valutazioni effettuate al pronto soccorso e le circostanze che hanno portato al parto prematuro.

Sarà necessario chiarire anche se vi fossero elementi clinici che richiedessero interventi differenti e quale sia stata la causa della morte del neonato.

Saranno ora gli accertamenti clinici e medico-legali a dover fare luce su eventuali criticità e a fornire le risposte che la famiglia attende.

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