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Castellamamre, i sogni degli stabiesi davanti ai superyacht dello Stabia Main Port

La passeggiata al porto turistico è diventata un rito per gli stabiesi e non solo. I panfili ormeggiati attirano curiosi da tutta la provincia. Ormai sono un punto fermo, un rito irrinunciabile per gli stabiesi, ma anche per chi arriva da fuori.

La passeggiata al porto turistico dello Stabia Main Port non manca mai nel fine settimana. A qualsiasi ora del giorno, coppie, famiglie e gruppi di amici affollano la banchina per ammirare lo spettacolo che si presenta davanti ai loro occhi: decine di panfili ormeggiati, bianchi, imponenti, illuminati al tramonto come piccole città galleggianti.

Una maestosità che fa sospirare tutti. E che fa sognare.

È inevitabile, davanti a quegli scafi lunghi decine di metri, chiedersi: chi non vorrebbe, anche solo per un giorno, salire a bordo? Mollare gli ormeggi e partire?

Tra i passanti il ragionamento più gettonato è sempre lo stesso: quanto valgono? Si parla di cifre milionarie, a volte da capogiro, tra motori, interni di lusso e tecnologie da nave da crociera. E subito dopo, la seconda curiosità più grande: chi sono i nababbi che li possiedono? Armatori, imprenditori, star internazionali? Il mistero alimenta il fascino.

Quello che è certo è che lo Stabia Main Port, nato come infrastruttura turistica, si è trasformato in qualcosa di più. È diventato un vero attrattore.

Non sono solo gli stabiesi a venire. Arrivano persone da Torre del Greco, da Sorrento, da Napoli, dalle città vicine, solo per fare due passi tra i giganti del mare e scattare una foto ricordo.

E questo movimento, fatto di curiosi, di turisti della domenica, di appassionati di nautica, porta ricchezza a Castellammare. Porta vita ai bar e ai locali del lungomare, porta indotto, porta un’immagine nuova della città: non più solo cantieristica e terme, ma anche meta del lusso e del turismo nautico internazionale.

In fondo, basta una passeggiata per sognare. E Castellammare ha imparato a farlo davanti al suo porto.

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