La Campania si prepara a un’estate 2026 all’insegna della grande musica dal vivo, con cartelloni già definiti nei principali centri della regione. Piazze, stadi e siti archeologici si trasformano in palcoscenici, confermando il ruolo della cultura e dell’intrattenimento come motore di crescita economica. In questo quadro, però, Castellammare di Stabia resta l’eccezione: ad oggi nessuna programmazione ufficiale, mentre l’avvio della stagione è ormai alle porte.
Alla Reggia di Caserta “Un’estate da Re” schiera Negramaro, Pooh, Claudio Baglioni, Caparezza, Fiorella Mannoia, Luca Carboni e Giorgia. L’Anfiteatro di Pompei ospiterà Riccardo Cocciante, Nino D’Angelo, Coez e Tropico. Napoli punta su tre poli: stadio Maradona, Arena Flegrea e Ippodromo di Agnano, con Max Pezzali, Geolier, Tiziano Ferro, Eros Ramazzotti, Serena Brancale, Capo Plaza, Sal Da Vinci, Emma Marrone e Jovanotti. Un’offerta trasversale che intercetta pubblici diversi e promette ricadute significative su turismo e indotto.
Castellammare, al contrario, non ha ancora presentato un calendario. Emblematica la vicenda della festa di San Catello: rinviata a gennaio per maltempo, era stato annunciato un recupero a maggio con un evento civile pensato come apertura dell’estate. A inizio aprile si parlava di programma in via di definizione e pubblicazione imminente, ma da Palazzo di città non sono arrivate date, nomi o linee guida.
L’assenza di programmazione pesa soprattutto in vista del Primo Maggio. Sui social, gruppi da tutta la Campania si stanno organizzando autonomamente per trascorrere la giornata sull’arenile stabiese, complice il mare tornato balneabile. Resta l’incognita sui servizi: pulizia, viabilità e assistenza non hanno ancora ricevuto comunicazioni ufficiali.
Eppure le potenzialità non mancano. Villa Comunale con la Cassarmonica, Reggia di Quisisana, Castello Medievale, ville romane, santuari, Antiche Terme e un centro ricco di attività compongono un patrimonio che potrebbe trainare la stagione. Posizione strategica e flussi turistici in crescita renderebbero la città una destinazione, non solo un punto di passaggio.
Commercianti, operatori turistici e cittadini chiedono certezze e una visione. “Non servono eventi improvvisati, ma iniziative strutturate capaci di competere con i territori vicini”, è il messaggio che arriva dal tessuto economico locale. La Campania accelera, Castellammare ha le carte per guidare, ma rischia di arrivare quando la festa è già cominciata.
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