La procedura n° 573 per il progetto della struttura comunale non sarebbe comparsa su Tuttogare nei tempi di legge. L’incarico all’architetto salernitano Landi pubblicato solo dopo la procedura di affidamento.
La vicenda della nuova piscina comunale nell’area ex Nino Bixio finisce sotto la lente della Commissione d’accesso ministeriale. Al centro c’è la procedura n° 573, quella per l’affidamento della progettazione di riqualificazione, che sarebbe rimasta invisibile sulla piattaforma telematica Tuttogare per mesi per poi comparire solo ad affidamento già avvenuto.
L’incarico fu assegnato all’architetto Landi, professionista di Salerno. Secondo le verifiche di professionisti addetti ai lavori che monitorano la piattaforma obbligatoria per la trasparenza degli appalti, della gara di affidamento non vi sarebbe stata alcuna traccia pubblica nel periodo stabilito dalla legge: nessun bando, nessun criterio, nessuna possibilità per altri ingegneri e architetti di poter partecipare all’assegnazione dell’incarico.
La questione sarebbe emersa a settembre, quando la procedura è apparsa su Tuttogare ormai a esito definito. Una modalità che solleva interrogativi sul rispetto dei principi di evidenza pubblica e libera concorrenza.
Il caso non è isolato. Per gli ispettori del Ministero, al lavoro dopo lo scioglimento dell’amministrazione Vicinanza per infiltrazioni camorristiche, la piscina rappresenta un tassello di un quadro che potrebbe essere più ampio: un biennio che secondo la commissione d’accesso sarebbe stato caratterizzato dal ricorso sistematico agli affidamenti diretti, sui quali gli 007 ministeriali stanno stanno spulciando ogni atto, sia di gestione che amministrativo.
Ora i nodi da sciogliere sembrano almeno due: con quale criterio è stato scelto il progettista e perché la procedura è rimasta sottotraccia. Domande alle quali dovrà rispondere l’indagine ministeriale, mentre resta incerto il destino di un’opera considerata strategica per la città.
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