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Castellammare, l’ex presidente del consiglio Roberto Elefante contro la relazione sullo scioglimento: “sul mio conto solo fandonie”

Rompe il silenzio l’ex presidente del Consiglio comunale Roberto Elefante e contesta integralmente la relazione che ha portato allo scioglimento del Comune per infiltrazioni camorristiche.

Lo ha fatto in una conferenza stampa convocata questa mattina nella sala delle conferenze della Chiesa del Carmine. Al suo fianco gli ormai ex amministratori la consigliere Giusy Amato, il sindaco Luigi Vicinanza e il vice sindaco Giuseppe Di Capua. Al centro del suo intervento, il rigetto delle accuse di contiguità con imprese ritenute vicine alla criminalità organizzata. Accuse che Elefante respinge definendo il contenuto “fandonie”.

«Questa relazione è farlocca. Sono completamente estraneo a queste vicende», ha dichiarato.

L’ex presidente del Consiglio ha poi spostato il confronto sul piano politico, denunciando quello che ha definito un “fuoco amico” da parte del Partito Democratico e, in particolare, dell’area vicina a Sandro Ruotolo.

Tra i punti contestati, un presunto affiancamento elettorale con la moglie di un legale stabiese coinvolto in vicende giudiziarie. Secondo Elefante, la relazione applicherebbe «due pesi e due misure», perché non richiamerebbe, a suo dire, la vicinanza della stessa candidata a Ruotolo e il ruolo del marito, esponente dem ed ex consigliere comunale.

Da qui l’annuncio di possibili iniziative sul piano amministrativo e giudiziario. Elefante ha spiegato di aver presentato un’istanza di accesso agli atti in Prefettura, ma di aver ricevuto risposta negativa: la documentazione non sarebbe ancora disponibile in attesa del decreto del Presidente della Repubblica.

Nel corso dell’incontro ha ripercorso punto per punto i contenuti del documento, contestandone impianto e conclusioni, con l’obiettivo dichiarato di chiarire criteri, responsabilità e omissioni alla base della ricostruzioni.

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