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Pompei, bufera sul soggiorno anziani: opposizione denuncia un presunto danno da 10mila euro

Contestazione contabile a Palazzo De Fusco. Nel mirino dell’opposizione l’organizzazione del soggiorno climatico per gli over 65.

Al centro della polemica una determina dirigenziale del 7 ottobre scorso, per la quale il gruppo Pompei Popolare ha chiesto l’annullamento in autotutela con una segnalazione formale inviata al Sindaco, al Segretario Generale e al Collegio dei Revisori dei Conti.

Secondo la ricostruzione del movimento, guidato da Gaetano Coccoli e Aldo Avitabile, il Comune avrebbe impegnato 45.371 euro calcolati su 59 partecipanti, con una quota di 769 euro a persona. Ma incrociando le graduatorie, i protocolli unici sarebbero solo 45: 16 numeri risulterebbero duplicati. Di qui l’ipotesi delle cosiddette “quote fantasma”: 14 posti pagati ma inesistenti, per un presunto danno erariale di 10.766 euro.

Contestato anche l’affidamento del servizio tramite MePa, chiuso – sempre secondo l’esposto – con lo stesso importo al centesimo della proposta iniziale del fornitore, senza alcun ribasso, in violazione del principio di economicità. Infine, i consiglieri segnalano la concentrazione di tutti i ruoli chiave – responsabile dell’istruttoria, Rup, dirigente e firmatario del visto contabile – in capo a un unico soggetto.

Ora Pompei Popolare detta i tempi: 7 giorni per verifiche e correttivi. Al Sindaco si chiede di valutare la segnalazione alla Corte dei Conti, ai Revisori di sospendere i pagamenti legati al Cig e al Segretario di avviare un’ispezione interna.

In caso contrario, annunciano Coccoli e Avitabile, “procederemo a formalizzare le ulteriori segnalazioni previste dalla legge”.

Resta ferma, per i dirigenti e i soggetti coinvolti, la piena presunzione di innocenza in attesa delle verifiche degli organi competenti.

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