Sono dieci gli operatori sanitari iscritti nel registro degli indagati per la morte di Greta Astarita, 33 anni, e del figlio Nicolò, morto mezz’ora dopo essere venuto alla luce. È l’atto dovuto con cui la Procura di Torre Annunziata ha aperto l’inchiesta sulla doppia tragedia avvenuta tra venerdì sera e sabato. Il reato ipotizzato è duplice omicidio colposo in ambito sanitario.
L’indagine è coordinata dal procuratore Nunzio Fragliasso e dal pm Vincenzo Lanni. Fondamentali per chiarire le cause del decesso saranno le autopsie sui corpi della donna e del bambino, che dovranno ricostruire con esattezza cosa sia accaduto e quale assistenza sia stata prestata.
Al centro degli accertamenti c’è l’intera catena sanitaria che ha avuto in carico Greta: dai medici di turno al San Leonardo di Castellammare nella serata di venerdì, fino agli specialisti che l’avevano seguita nei controlli delle settimane precedenti. L’iscrizione come indagati permetterà ai professionisti coinvolti di nominare consulenti di parte e partecipare agli accertamenti tecnici irripetibili.
Greta Astarita viveva a Piano di Sorrento e lavorava come istruttrice di Pilates a Meta. Era al settimo mese di gravidanza. Lascia il compagno e una figlia di 5 anni.
Tutto inizia venerdì sera. La donna avverte un forte dolore all’inguine: intorno alle 20, raccontano i familiari, si reca all’ospedale di Vico Equense e poi viene trasferita al San Leonardo di Castellammare, dove arriva alle 20.40. Dopo la visita in Ginecologia e alcuni esami, viene dimessa con l’indicazione di sottoporsi a un eco-doppler e fa rientro a casa.
Poche ore dopo il quadro precipita. Verso le 23 Greta ha un malore improvviso e perde conoscenza davanti ai familiari, che chiamano il 118. Riportata in codice rosso al San Leonardo, alle 23.30 viene sottoposta a parto d’urgenza. Le condizioni del piccolo Nicolò appaiono subito critiche: muore circa 30 minuti dopo la nascita.
La madre viene trasferita in Rianimazione, dove muore alle 14 di sabato, nonostante i tentativi di rianimazione. Tra le ipotesi cliniche al vaglio c’è quella di un’embolia, compatibile con l’esordio dei sintomi e con il rapido deterioramento, ma solo gli esami medico-legali potranno fornire risposte.
Le indagini sono affidate agli agenti del Commissariato di Castellammare di Stabia, diretto da Francesco Cerciello, che hanno già acquisito cartelle cliniche e documentazione sui precedenti accessi. Sulla vicenda ha aperto un audit interno anche l’Asl Napoli 3 Sud per verificare la correttezza delle procedure seguite.
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