La città si prepara a dare l’ultimo saluto a Michela Orofino, deceduta a Londra a fine agosto dando alla luce suo figlio. Un mese segnato da un’altra tragedia: la morte di Carlo Del Gaudio a Miami
È un dolore che ha attraversato migliaia di chilometri per tornare a casa. Pompei si stringe in queste ore attorno a due famiglie colpite da tragedie diverse, ma unite dallo stesso destino: morire lontano dalla propria terra.
L’ultima è quella di Michela Orofino, giovane donna originaria di Pompei. È morta a Londra, a fine agosto, dando alla luce il suo bambino. Una notizia che ha sconvolto la comunità pompeiana, che oggi si prepara a riabbracciarla per l’ultimo saluto. Attorno ai suoi cari si è stretta una città intera, con discrezione e vicinanza, in un momento in cui ogni parola appare insufficiente.
Sabato la comunità le darà l’addio, in una giornata che si annuncia di grande partecipazione e raccoglimento.
Il cordoglio del Comune
A ricordare Michela è stata anche l’Amministrazione comunale.
«La tragica scomparsa di Michela Orofino, giovane donna originaria di Pompei deceduta prematuramente a Londra ha colpito profondamente tutta la nostra comunità – ha scritto il Comune -. Di fronte a una perdita così dolorosa, le parole non bastano. Restano il rispetto, il silenzio e la vicinanza sincera a una famiglia che vive un dolore immenso».
Il Comune ha espresso cordoglio alla famiglia, agli amici e a tutte le persone che le hanno voluto bene, facendosi interprete del sentimento dell’intera città.
Il ricordo di don Ivan: “Due figli lontani”
La vicenda di Michela riporta alla mente un’altra ferita ancora aperta per Pompei. Solo poche settimane fa, la città aveva appreso della morte di Carlo Del Gaudio, giovane pompeiano morto negli Stati Uniti, a Miami, dove viveva e lavorava da tempo, a causa di un incidente stradale. Per lui è stata avviata anche una raccolta fondi per riportare la salma a casa.
A legare le due storie è il vicerettore del Santuario di Pompei, don Ivan Licinio, che in un messaggio ha ricordato insieme i due giovani.
«In quest’ultimo mese Pompei ha pianto due suoi giovani figli, Michela e Carlo. Erano lontani dalla loro città, come tanti ragazzi e ragazze che partono portando con sé sogni, progetti, affetti e un pezzo della terra nella quale sono cresciuti. Michela è deceduta a Londra dando alla luce il suo bambino, Carlo è stato coinvolto in un incidente stradale a Miami, dove lavorava da tempo. Due vite spezzate troppo presto, in circostanze diverse e ugualmente difficili da accettare».
Don Licinio racconta poi una comunità capace di ritrovarsi anche quando il dolore accade lontano.
«Eppure proprio in questi giorni abbiamo scoperto ancora una volta che si può vivere a migliaia di chilometri di distanza e continuare ad appartenere profondamente a una comunità. Pompei, infatti, si è stretta attorno alle loro famiglie con una partecipazione sincera, fatta di preghiera, vicinanza, gesti concreti di solidarietà e di affetto».
E aggiunge l’immagine più forte:
«Forse è anche questo che una città può essere nei giorni più difficili: una casa che continua ad aspettare i propri figli, anche quando sono lontani; una famiglia più grande che sa riconoscere il dolore di uno come il dolore di tutti».
Il messaggio si chiude con l’affidamento alla fede:
«Come comunità cristiana affidiamo Michela e Carlo al Signore della vita. Lo facciamo con quella fede che non cancella le domande e non pretende di spiegare ciò che oggi appare incomprensibile, però ci permette di consegnare a Dio anche ciò per cui non troviamo le parole. Li affidiamo, insieme con le loro famiglie, alla Vergine del Rosario, Madre che conosce il dolore e sa custodirlo, e all’intercessione di san Bartolo Longo, padre della nostra comunità».
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