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Juve Stabia, un’altra tegola si abbatte sulla formazione giallo-blu, altri due punti di penalizzazione: paga chi scende in campo.

Dalla cessione per un euro alla bonifica giudiziaria. Il paradosso gialloblù: chi ha creato il danno è fuori, chi prova a ripulire è dentro, ma i punti li tolgono alla squadra.

È tutto surreale. Non c’è altra parola per descrivere quello che sta accadendo alla Juve Stabia.

Arrivano altri due punti di penalizzazione. Una nuova mazzata su una classifica già segnata, su una squadra che lotta sul campo e che si ritrova, ancora una volta, a pagare un conto di qualcosa che non ha richiesto.

Questa volta tutto nasce da quella vicenda che ha dell’incredibile: il 17 aprile scorso, il 100% delle quote della società viene ceduto per un euro. Un euro. Ad una società appena costituita, la Stabia Capital. Un’operazione che, fin dal primo istante, è apparsa anomala e che è finita immediatamente sotto la lente della magistratura. Dagli atti sono emersi interrogativi pesantissimi, ombre su condizionamenti e interessi che vanno ben oltre il calcio giocato.

E alla fine, chi paga?

Paga la Juve Stabia.

Non le scrivanie, non chi ha architettato l’operazione. Paga la squadra che scende in campo la domenica. Pagano i ragazzi nello spogliatoio. Pagano i tifosi. Paga Castellammare.

Nel frattempo, da mesi, la società vive sotto amministrazione giudiziaria. Un presidio di legalità che sta provando, giorno dopo giorno, a fare la cosa più difficile: bonificare la società, recidere i condizionamenti criminali emersi dalle indagini, riportarla dentro un percorso pulito. Un lavoro riconosciuto dalla stessa giustizia sportiva che, nelle sue precedenti motivazioni, ha definito quella misura giudiziaria proprio per quello che è: una finalità di “bonifica” dell’impresa dal pericolo di infiltrazioni mafiose.

Ed è qui che si consuma il paradosso più assurdo.

Qualcuno combina il guaio.
Qualcun altro lo scopre e lo denuncia.
Qualcun altro ancora, i commissari giudiziali, prova a ripulire tutto, con enorme fatica.

E i punti li tolgono alla Juve Stabia. Alla squadra.

Le regole saranno regole, ci mancherebbe. La responsabilità oggettiva nel calcio esiste e ha le sue motivazioni, i suoi codici, le sue sentenze. Nessuno chiede sconti.

Ma che centrano gli stabiesi, prima ancora che i tifosi, come si fa a non trovare tutto questo tremendamente assurdo? Come si spiega a chi va al Menti, a chi ha la maglia gialloblù cucita addosso, che la colpa è di chi c’era prima, ma la punizione è per chi c’è adesso e sta provando a tenere in piedi tutto?

La Juve Stabia oggi è una società sotto tutela dello Stato per tornare ad essere pulita. Eppure continua ad essere trattata come una società colpevole.

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