Trentacinque minuti di conferenza stampa sono bastati ad Alfredo Guerri per infiammare una piazza intera. Non accadeva dall’era di Roberto Fiore. Il nuovo presidente della Juve Stabia ha parlato con misura, esposto idee chiare e tracciato un progetto a lungo termine. Per molti tifosi è già l’uomo destinato a segnare un’epoca: mai prima d’ora si era visto un impegno economico e progettuale così deciso sul calcio stabiese.
Guerri il nuovo profeta gialloblù
Chiusa la parentesi breve e sofferta di Francesco Agnello, Guerri viene acclamato da gran parte dell’ambiente come il nuovo profeta della Juve Stabia. Lui rifiuta l’etichetta, ma la percezione è unanime. Tra social network e bar del centro, dove il tifo gialloblù è religione, si moltiplicano i messaggi di riconoscenza per l’imprenditore che ha assunto il controllo del club evitando un fallimento che sembrava ormai inevitabile.
Metodo e visione
Guerri si è presentato senza proclami, evitando promesse roboanti e ricerca del consenso facile. Ha mostrato equilibrio, rispetto per la gestione precedente e una strategia definita. Chi lo conosce parla di un perfezionista: cura maniacale dell’organizzazione, convinzione che i risultati passino tanto dal campo quanto dalla solidità societaria. Un profilo che riporta alla memoria Roberto Fiore, tra i presidenti più amati della storia stabiese. Negli anni Novanta Fiore riaccese l’entusiasmo, sfiorò due volte la Serie B e portò Castellammare a un passo dal grande calcio, anche se il suo calcio era un calcio diverso.
Il confronto con Fiore
Le affinità però non riguardano gli aspetti gestionali della società. Fore era un accentratore, un padre padrone al quale si dovevano rapportare anche gli allenatori prima di ogni partita. A parte questo aspetto però le affinità tra i due sono parecchie. Entrambi napoletani, Fiore e Guerri condividono una passione sportiva a 360 gradi. Se Fiore guidò anche il Circolo Nautico Posillipo ai vertici della pallanuoto italiana, Guerri è da sempre legato al basket con la Guerri Napoli che dalla B ha portato in serie A. E come accadde con Fiore all’inizio degli anni Novanta, Guerri ha ricompattato l’ambiente attorno alla figura presidenziale.
E per una tifoseria, questo è il primo vero risultato. Al di là della categoria, ciò che conta è la credibilità del progetto e la capacità di trasmettere fiducia, ambizione e senso di appartenenza. La Juve Stabia riparte da qui.
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