Dopo anni di abbandono, contenziosi e silenzi, la fonte dell’acqua Acetosella prova a tornare a respirare. Il Comune ha approvato il progetto esecutivo per i lavori di manutenzione straordinaria del locale che ospita la storica sorgente: un investimento complessivo di 228.363 euro, interamente finanziato con fondi comunali. È il primo tassello concreto per il recupero di uno dei simboli identitari di Castellammare.
Lo stato dell’immobile: «Interventi non più rinviabili»
La determina dirigenziale è chiara: l’edificio che custodisce la fonte versa in condizioni tali da non consentire ulteriori attese. «A seguito di sopralluoghi – si legge nel documento – è emersa la necessità di eseguire interventi di riqualificazione e messa in sicurezza dell’immobile, il tutto propedeutico al riavvio delle attività di coltivazione della sorgente».
La relazione tecnica entra nel dettaglio: il fabbricato è «vetusto ed affetto da copiosi fenomeni di infiltrazione». Previsti lavori di manutenzione straordinaria con demolizione e ricostruzione di un campo di solaio di copertura, oltre ad opere edilizie, adeguamenti impiantistici e messa in sicurezza complessiva dell’edificio.
I numeri del progetto
Il quadro economico fissa a 151mila euro l’importo per lavori, sicurezza e manodopera. La restante parte della somma coprirà spese tecniche, imprevisti, smaltimento e oneri fiscali, per un totale di 228.363 euro a carico del bilancio comunale.
Il ritorno a Palazzo Farnese
L’Acetosella è tornata formalmente nelle mani del Comune dopo il trasferimento disposto dal Tribunale fallimentare di Torre Annunziata. Palazzo Farnese è oggi proprietario «dell’immobile sede della fonte e dell’ex fabbrica per l’imbottigliamento dell’acqua Acetosella», acquisiti nell’ambito della procedura fallimentare conclusa nel 2023.
Non solo un cantiere: la memoria di una città
Per Castellammare l’intervento va oltre la manutenzione. La rinascita dell’Acetosella significa recuperare un pezzo di memoria collettiva e riaccendere una possibile leva di rilancio turistico ed economico legata al patrimonio delle acque minerali stabiesi, da sempre vanto della città.
Per ora l’amministrazione mette in campo il primo passo: salvare il luogo simbolo della sorgente e fermare il degrado che per anni l’ha consumata. Il futuro dell’antica acqua stabiese passa da qui.
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