Caccia alle prove dopo il racconto choc. Sopralluogo dei carabinieri nella cantina dove il 3 agosto si sarebbe consumato l’abuso. Presente anche il legale del 26enne arrestato
Sono rientrati in quel palazzo di via De Gasperi, hanno percorso una rampa di scale e sono arrivati davanti alla cantina dove il 3 agosto scorso si sarebbe consumato l’orrore.
Venerdì pomeriggio, fino a tarda sera, i carabinieri della Compagnia di Castellammare di Stabia, coordinati dalla Procura di Torre Annunziata e dal pm Ugo Spagna, hanno effettuato un lungo sopralluogo e un’ispezione nello scantinato in cui una ventenne di Santa Maria la Carità sarebbe stata rinchiusa da un giovane di 26 anni.
Quella dell’ispezione non è il primo step cruciale dell’inchiesta che lunedì scorso ha portato all’arresto di R.R., incensurato, su cui pendono accuse gravissime: violenza sessuale, sequestro di persona e lesioni.
Secondo quanto ricostruito, i militari hanno passato al setaccio il sottoscala, con i fari puntati sulle travi che sarebbero state usate per bloccare la vittima.
L’accertamento tecnico si è reso necessario dopo il racconto dettagliato fornito dalla giovane e dopo le dichiarazioni del 26enne arrestato.
Presente all’ispezione anche il legale del giovane.
Le indagini degli “007” dell’Arma proseguono per cristallizzare ogni elemento utile all’inchiesta.
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