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Castellammare, Tonino Scala: “stazione Antiche Terme, fui l’unico a sollevare il problema quando nessuno ne parlava”.

A distanza di anni torna d’attualità la questione della Stazione Terme della Circumvesuviana. Dismessa da EAV e destinata a essere riconvertita in B&B, la struttura è oggi al centro del dibattito politico a Castellammare, nel quale si è inserito anche il vice presidente della Regione Campania, con delega ai trasporti, Mario Casillo. Su vicenda rimasta per anni nell’ombra ma tornata di nuovo al centro dell’attenzione pubblica stabiese dopo l’ultima sentenza del Consiglio di Stato secondo la quale la stazione può essere destinata a struttura ricettiva o attività commerciale, interviene anche Tonino Scala, coordinatore regionale campano di Sinistra Italiana.

Sono lontano dal Consiglio comunale da molti anni ormai. Eppure ci sono vicende che continuano a fare male, perché riguardano la storia, l’identità e il futuro di Castellammare – si legge nella lettera di Tonino Scala – Sulla stazione delle Antiche Terme fui l’unico in quel contesto a sollevare il problema quando ancora nessuno ne parlava. Il primo atto che feci fu una lettera indirizzata al presidente di EAV. Una lettera rimasta senza risposta, disattesa. Solo dopo, davanti a quel silenzio, fui costretto a percorrere altre strade per denunciare ciò che stava accadendo.
Così come sul traforo, furono battaglie spesso isolate. Non per ostinazione, ma perché appariva evidente che si stesse imboccando una strada sbagliata.
Oggi, al di là delle sentenze, restano fatti oggettivi. Prima la stalla per il cavallo, poi i lavori realizzati senza autorizzazione, quindi le denunce e infine la sentenza. Una sequenza che dovrebbe far riflettere tutti.
Questa vicenda dimostra cosa accade quando si smette di ascoltare chi solleva dubbi legittimi. Quando si considera il confronto un fastidio anziché una risorsa. Quando si pensa che il potere possa sostituire il buon senso e la visione.
La verità è che Castellammare ha perso un altro pezzo della propria anima. E questo dovrebbe preoccupare tutti più di qualsiasi polemica.
Per questo oggi mi rivolgo al Vicepresidente della Regione Campania: serve un atto di coraggio. Serve revocare quella decisione folle, assurda, impropria, priva di una reale visione per il futuro della città e delle sue Terme. Anche a costo di doverci rimettere economicamente. A pagare dovrebbero essere altri che sono ancora lì a gestire, scusate il gioco di parole, una gestione fallimentare dal nome Eav.
Il resto sono chiacchiere. Servono fatti coraggiosi. Il resto è complicità dovuta all’assenza di coraggio.

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