Lo scioglimento del Comune di Castellammare di Stabia ridisegna gli equilibri politici cittadini. Il centrodestra, anche se in colpevole ritardo, si sveglia dal torpore e prova a ricompattarsi stringendosi attorno ad un atteggiamento di prudenza istituzionale sul provvedimento del Governo e cercando lo scontro politico contro chi ha governato la città fino a oggi.
La coalizione si era riunita prima ancora che il Consiglio dei Ministri deliberasse lo scioglimento. Attorno allo stesso tavolo i vertici dei partiti, i rappresentanti delle civiche e i consiglieri di minoranza, con l’obiettivo dichiarato di rafforzare il coordinamento.
Sul provvedimento, la linea è di attesa. In una nota diffusa al termine dell’incontro, il centrodestra fa sapere di aver preso atto della decisione del Governo e di voler rinviare ogni giudizio di merito alla pubblicazione della relazione ministeriale, “nel rispetto delle istituzioni e sulla base di elementi ufficiali”.
La valutazione politica, però, arriva subito. Per la coalizione la responsabilità di chi amministrava è evidente: le dimissioni del consigliere Ruotolo erano un campanello d’allarme che avrebbe dovuto spingere a un atto di responsabilità. Invece, si legge nel documento, si è scelto di andare avanti “rivendicando fino all’ultimo la solidità della propria amministrazione”. Spetterà comunque alla relazione chiarire eventuali responsabilità amministrative e personali.
Guardando oltre la fase commissariale, il centrodestra annuncia un percorso comune. Nascerà un confronto permanente tra le forze della coalizione per elaborare proposte e riaprire il dialogo con cittadini, associazioni e realtà del territorio. L’obiettivo, sottolineano, è costruire “un’alternativa di governo credibile, fondata su legalità, trasparenza, competenza e sviluppo”.
Chiusura dedicata ai commissari prefettizi appena insediati: assicurato “pieno rispetto istituzionale e massima collaborazione”, con gli auguri di buon lavoro, “nella convinzione che l’interesse della città debba prevalere su ogni appartenenza politica”.
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