Abbandono incontrollato dei rifiuti, sicurezza degli operatori e forti dubbi sul modello di gestione unitaria del servizio di igiene urbana. Sono i tre punti al centro della lettera inviata alla Commissione Straordinaria da Fiadel, Uil Trasporti e Fp Cgil, che chiedono un confronto immediato prima di qualsiasi ulteriore decisione e, soprattutto, prima della pubblicazione degli atti di gara per il cosiddetto “Cantiere Unico SAD 2”.
L’emergenza abbandoni: buste, mobili e detriti edili
Il punto di partenza è la situazione quotidiana che si registra in città. Secondo i sindacati, l’abbandono indiscriminato continua ad essere una pratica diffusa: dalle buste di immondizia lasciate fuori dagli orari ai pacchetti di sigarette, mozziconi e piccoli rifiuti, fino a materiali ingombranti come detriti edili, mobili, materassi ed elettrodomestici.
Tra i casi segnalati, anche l’area dell’anfiteatro di panchine in villa comunale. Una zona che, scrivono le sigle sindacali, i commissari dovrebbero visitare nelle prime ore della domenica mattina per toccare con mano il degrado.
Un problema che non è solo di decoro. Ogni abbandono, sottolineano le organizzazioni, si traduce in un intervento aggiuntivo per gli operatori dell’igiene urbana: aumento dei carichi di lavoro, sottrazione di tempo alle attività ordinarie e, non ultimo, rischi per la salute e la sicurezza. La rimozione di mobili, RAEE, vetro, materiali metallici e inerti edili richiede infatti mezzi, attrezzature e procedure diverse dalla normale raccolta.
Per Fiadel, Uil Trasporti e Fp Cgil il contrasto al fenomeno non può ricadere solo su chi è chiamato a ripulire. Servono più controlli, un monitoraggio costante delle aree più colpite e una collaborazione strutturata tra amministrazione, organi di controllo e gestore del servizio.
Il nodo del Sotto-Ambito Distrettuale 2
Il secondo fronte riguarda il futuro della gestione nel Sotto-Ambito Distrettuale 2 (SAD 2), che comprende Castellammare di Stabia e Torre Annunziata.
I sindacati ricordano di aver già chiesto chiarimenti all’Ente d’Ambito Napoli 3 sul Piano Industriale, in particolare sulle economie attese dalla gestione unitaria. A loro avviso, restano poco chiari i criteri per il dimensionamento del personale e dei mezzi, i parametri per calcolare il fabbisogno dei singoli territori, le risorse realmente condivisibili e i meccanismi con cui la gestione comune dovrebbe generare risparmi.
Nel mirino c’è soprattutto la cifra indicata come economia annua: 623.896,29 euro. Per le sigle, serve un dettaglio analitico che permetta un confronto trasparente tra i costi delle due gestioni separate e quelli previsti dal modello Cantiere Unico.
Dubbi anche sulla cosiddetta “riserva strutturale condivisa” di circa 25 unità. Come è stato determinato questo numero? Quale sarebbe stato il fabbisogno con due cantieri distinti? E ancora: quanto è realistico poter utilizzare la stessa riserva durante festività ed eventi, considerando che le principali festività nazionali ricadono contemporaneamente nei due Comuni e potrebbero richiedere personale aggiuntivo in contemporanea?
Lavoro: 204 operatori e 96 mezzi, ma servono garanzie
Il modello prospettato, secondo quanto emerso, coinvolgerebbe complessivamente 204 lavoratori e 96 automezzi. Per i sindacati, una maggiore flessibilità organizzativa non può tradursi in un aumento indiscriminato dei carichi di lavoro, in una mobilità forzata del personale tra siti diversi o in turnazioni non adeguatamente regolamentate.
Contestata anche la tempistica del confronto. L’ipotesi che la discussione su impiego del personale, turni e mobilità inter-sito avvenga solo dopo l’aggiudicazione della gara, per Fiadel, Uil Trasporti e Fp Cgil, non è accettabile. Il confronto deve avvenire prima della pubblicazione degli atti, quando il modello organizzativo è ancora modificabile. Altrimenti, denunciano, il rischio è di trovarsi a discutere a decisioni già prese.
La posizione dei sindacati
Le tre organizzazioni precisano di non essere contrarie in linea di principio alla gestione unitaria. Un modello sovracomunale, se ben costruito, potrebbe effettivamente portare economie di scala e una migliore organizzazione delle risorse. Ma a condizione che sia fondato su numeri verificabili, criteri trasparenti e un adeguato dimensionamento del servizio.
Da qui la richiesta alla Commissione Straordinaria di convocare con urgenza un incontro, alla presenza degli uffici comunali competenti e, per quanto di competenza, dei rappresentanti di Eda Ato Napoli 3. Sul tavolo: emergenza abbandoni, sicurezza degli operatori, Piano Industriale SAD 2, economie dichiarate, organizzazione del Cantiere Unico e ricadute su turnazioni, mobilità e condizioni di lavoro.
L’obiettivo è uno solo: verificare e, se necessario, correggere il modello prima che la gara venga pubblicata, quando intervenire sulle criticità è ancora possibile.
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