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Castellammare, opposizione bovina, è bufera sull’Amministrazione Vicinanzamozione di sfiducia per il vicepresidente Ungaro


Castellammare, bufera sull’Amministrazione Vicinanza: mozione di sfiducia per il vicepresidente Ungaro
Settimana difficile per la giunta guidata dal sindaco Vicinanza. La minoranza ha presentato ufficialmente una mozione di sfiducia contro il vicepresidente del Consiglio comunale Vincenzo Ungaro. Alla base della richiesta, quanto accaduto durante l’ultima seduta dell’assise cittadina.“Il mancato raggiungimento del numero legale, determinato dall’assenza della stessa maggioranza, rappresenta un fatto politico di assoluta rilevanza. Da quella fragilità è scaturita una reazione scomposta e offensiva da parte del Vicepresidente, che ha definito “bovina” l’uscita dall’aula dei consiglieri di minoranza – scrive l’opposizione – Un’espressione incompatibile con il ruolo istituzionale ricoperto. Ma ciò che rende il quadro ancora più grave è quanto accaduto successivamente. Il Vicepresidente Ungaro non ha mai risposto. Nessuna rettifica. Nessuna scusa. Nessuna spiegazione.Un silenzio istituzionale che mina il ruolo stesso della Presidenza del Consiglio, chiamata per definizione a garantire equilibrio, rispetto e imparzialità.Per queste ragioni, la mozione di sfiducia rappresenta un atto necessario per ristabilire credibilità e dignità istituzionale”.Una settimana nera a causa dei dati emersi sulle spese sostenute per missioni, viaggi, convegni e rimborsi. “E mentre questi dati diventavano pubblici – continua la nota – si è verificato un ulteriore fatto gravissimo: l’Amministrazione non ha fornito alcuna risposta all’interrogazione consiliare sulle stesse spese. Nessun chiarimento. Nessuna documentazione integrativa. Nessuna rendicontazione.Un comportamento che non è solo politicamente discutibile, ma che rappresenta una mancanza di rispetto nei confronti del Consiglio comunale e dei cittadini. Accanto a missioni e convegni, emergono rimborsi che includono: consumazioni, momenti conviviali, perfino caffè e brunch collegati ad attività istituzionali.Spese forse formalmente ammissibili, ma politicamente difficili da giustificare.È questo il modo corretto di utilizzare risorse pubbliche? Il dato politico complessivo è chiaro: una maggioranza incapace di garantire il numero legale; una Presidenza del Consiglio che offende e poi tace; un’Amministrazione che non risponde alle interrogazioni; una gestione delle spese priva di trasparenza sostanziale.Qui non è in discussione la legittimità formale. È in discussione qualcosa di più serio: il rispetto delle istituzioni e dei cittadini”. Su quest’ultima questione però si sfila il consigliere di Italia Viva, Ciro Di Martino che non firma il documento.

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