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Castellammare, l’ex sindaco Luigi Bobbio attacca le dirette social del deputato Borrelli: “..sono per un pubblico di creduloni e servono solo coltivare il suo personaggio…perché non va anche all’acqua della Madonna?”

Come già accaduto in altre occasioni, l’ex sindaco di Castellammare di Stabia, magistrato in servizio presso il Tribunale di Nocera Inferiore, si schiera contro le dirette social di Francesco Emilio Borrelli.

Secondo Bobbio, le sue dirette sui social servirebbero a coltivare “il suo personaggino grazie a un pubblico di creduloni, solitamente ben poco acculturati e animati da rancore pauperista e legalitarismo a un tanto al chilo”.

Ecco cosa scrive il magistrato sul suo profilo Facebook.

“Premesso che l’onorevole Borrelli con le sue passeggiate balneari e le sue dirette social sta solo coltivando il suo personaggino grazie ad un pubblico di creduloni, solitamente ben poco acculturati e animati da rancore pauperista e legalitarismo a un tanto al chilo. Premesso, altresi’, che lo stesso onorevole opera ai confini del suo mandato parlamentare, che dovrebbe svolgersi attraverso il sindacato ispettivo, ossia attraverso interrogazioni e interpellanze parlamentari, magari presentando anche disegni di legge volti a rimediare alle criticità da lui stesso denunciate attraverso il suddetto sindacato ispettivo. Premesso ancora che lo stesso onorevole Borrelli con le sue passeggiate mette a rischio spesso la robusta scorta che gli è stata assegnata per proteggerlo dai pericoli e non per aiutarlo ad andarseli a cercare, perché la scorta non è la sua polizia privata e lui stesso non è un ufficiale di pubblica sicurezza né di p.g. e perché così sono bravi tutti. Premesso che l’onorevole una cosa utile talvolta la fa (talvolta, eh), evidenziando gravi inerzie negli apparati pubblici preposti alle attività di controllo e verifica delle violazioni di leggi e regolamenti, inerzie di cui però, ribadisco, dovrebbe chiedere conto al governo, ai presidenti di regione e ai sindaci in un aula parlamentare. Premesso che la figura della majorette parlamentare non è stata ancora codificata. Tutto ciò premesso, saprebbe e vorrebbe il sullodato onorevole Borrelli dire perché, nei suoi giretti stabiesi non si va mai a interessare del feudo criminale che è diventata la zona dell’acqua della Madonna, un intero pezzo di città dove da anni la camorra fa quello che le pare, dove l’impossessamento criminale del territorio, delle strade e delle piazze, delle aree demaniali e portuali, la gestione delle attività commerciali strutturalmente e commercialmente abusive, l’occupazione abusiva di interi edifici pubblici in area portuale e demaniale da parte di famiglie di camorra sono piene e continuative nel silenzio e nella completa assenza e inerzia di tutte le autorità pubbliche che avrebbero la responsabilità di controllo, prevenzione e repressione? Eppure si può intervenire duramente e risolutivamente, dimostrando con i fatti, come feci nella mia stagione da Sindaco (primo e unico ad essere intervenuto), che da quella zona la camorra e l’illegalità possono essere cacciate a calcinculo,senza social e senza dirette. Lo faccia, Borrelli, almeno ne parli e forse si renderà utile. Però se vuole che tutto non si continui a risolvere in una triste e comoda autopromozione a beneficio dei suoi creduloni e sempliciotti aficionados, trasferisca le sue verifiche sul campo in vere attività parlamentari, quelle per cui è pagato. Senza polemica e senza alcuna prevenzione verso la persona”.

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