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Castellammare, la rivoluzione a Palazzo Farnese slitta a settembre

I commissari operano ancora con la sola nomina prefettizia: manca il decreto del Presidente della Repubblica. Unica rimozione finora quella del capo staff Ciro Cacciola

Niente stravolgimenti immediati. Chi si aspettava un cambio di passo radicale con l’arrivo della terna commissariale a Palazzo Farnese dopo lo scioglimento del Consiglio comunale dovrà ancora attendere.

La vera svolta è rinviata a settembre. A pesare sono diversi fattori: il periodo di ferie estive, alcuni passaggi burocratici che devono ancora completarsi e, soprattutto, un nodo formale non secondario. Al momento, infatti, non è stato ancora firmato il decreto di scioglimento da parte del Presidente della Repubblica. I commissari stanno quindi operando in forza del solo decreto di nomina emesso dal Prefetto di Napoli.

Sul fronte del personale, il bilancio è ancora fermo. L’unico avvicendamento registrato fino ad ora riguarda il capo di gabinetto del sindaco, Ciro Cacciola, sollevato dall’incarico. Nessun altro dirigente risulta al momento essere stato rimosso o sostituito ufficialmente.

Eppure proprio il tema dei dirigenti è centrale. Nella relazione stilata dalla Commissione d’accesso che ha portato allo scioglimento per infiltrazioni, viene riservato ampio spazio a due settori nevralgici: i Lavori Pubblici e la Polizia Municipale. Due compartimenti che, secondo le indicazioni emerse, sarebbero in cima alla lista dei possibili interventi, anche in virtù del fatto che le relative nomine apicali sono state disposte direttamente dal primo cittadino.

Per ora, dunque, a Palazzo Farnese regna l’ordinaria amministrazione. Le decisioni più delicate, comprese quelle sugli assetti dirigenziali, sono destinate ad arrivare con la ripresa autunnale.

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