A due anni dalla riconquistata balneabilità, che ha restituito orgoglio e bellezza alla città, il gruppo dei Democratici e Progressisti interviene per chiedere una svolta. Tra costi, smantellamento delle strutture in Villa Comunale e proroghe sulle concessioni balneari, lanciano un appello alla Commissione Straordinaria per un progetto serio, trasparente e duraturo sul fronte mare. Di seguito il comunicato integrale.
A Castellammare, sul tema del “mare ritrovato”, rischiamo di trovarci ancora una volta davanti a molta propaganda e poca programmazione.
Il mare ritrovato rischia di essere inquinato da passi falsi, bugie e sprechi. Serve un progetto di valorizzazione, serve grande chiarezza e fermezza per impedire:
improvvisazioni e sprechi per la gestione delle spiagge libere;
nuove proroghe per le concessioni balneari;
ambiguità sulla richiesta relativa alla spiaggia affidata a Marina di Stabia.
Questa continua girandola di atti, decisioni, ripensamenti e soluzioni dell’ultimo alimenta preoccupazioni. Dobbiamo evitare che si spengano l’entusiasmo e l’orgoglio che la città tutta ha provato con la ritrovata balneabilità diventando agli occhi di tutti più bella
In questi giorni abbiamo assistito allo smantellamento delle attrezzature installate sul lungomare, in Villa Comunale, comprese quelle destinate agli spogliatoi. Una situazione che lascia ancora più perplessi se si considera che per quelle strutture, in due anni, sono stati spesi circa 600 mila euro e oggi non siamo nemmeno in grado di garantire una cabina per i servizi igienici. Il prossimo anno continuiamo nello stesso modo? Questo accadrà nuovamente se nelle prossime settimane non si mette in campo per tempo un progetto e una gara che assicurino, a partire dal 2027, minori costi e strutture migliori.
Serve quindi, evitando improvvisazioni, costruire una vera politica del mare, come ci indica la stessa vicenda delle concessioni. Abbiamo letto sulla stampa locale di una proroga tecnica delle concessioni, motivata dal fatto che il Comune avrebbe dovuto adottare un apposito atto di indirizzo, atto che invece non è stato adottato.
Nella delibera della Commissione Straordinaria si evidenzia:
con Deliberazione di Giunta comunale n. 168 del 18.06.2025 sono state approvate le prime linee di indirizzo per l’applicazione della Legge n. 118/2022, modificata dalla Legge n. 166/2024, differendo l’efficacia delle concessioni in essere al 30.09.2026;
la suddetta deliberazione demanda ad ulteriore atto il programma per l’attuazione delle linee di indirizzo. In un anno non è stato fatto!
La delibera della Commissione Straordinaria prosegue:
“RITENUTO pertanto fondamentale fornire un chiaro atto di indirizzo al Dirigente del Settore competente affinché predisponga gli elaborati tecnici ed amministrativi definitivi propedeutici all’indizione delle gare, definendo al contempo un cronoprogramma stringente che traguardi la scadenza definitiva dei vecchi titoli fissata dalla legge al 30.09.2027.”
Ora, a quanto pare, toccherà alla Commissione Prefettizia assumere quell’indirizzo e cercare di rimediare a una situazione che appare ancora una volta confusa. In tutti i casi, anche a prescindere dalle valutazioni e dalle diverse interpretazioni della recente sentenza del TAR su Capri (che alleghiamo), dei vari pronunciamenti che ci sono stati in questi mesi e di quanto disposto dalla legge, appare chiaro che per Castellammare sta pesando l’assenza di un atto di indirizzo e il mancato avvio delle procedure di gara: aspetti utilizzati anche dai Commissari e dagli uffici per effettuare una nuova proroga delle concessioni.
Non condividiamo questa scelta. Mancano nove mesi: il termine fissato per concludere l’affidamento delle nuove concessioni è giugno 2027. In tutti i casi, sarebbe un tempo sufficiente per provare a evitare “immotivate proroghe tecniche”. Manca, infatti, anche un cronoprogramma che giustifichi questa procedura.
Noi chiediamo alla Commissione Straordinaria di revocare gli atti assunti.
Da tempo ripetiamo la necessità di una forte iniziativa che porti a restituire oltre 12 mila mq di arenile affidato a Marina di Stabia per realizzare la scuola di vela. Struttura che, a parte la complessa e inaccettabile vicenda dei ritardi per le opere a terra, non è mai nata. Per questo occorre ribadire la richiesta avanzata da anni alla stessa Regione e agli altri Enti interessati.
Nel PUAD approvato, lo segnaliamo alla Commissione Straordinaria, come fatto anche a suo tempo, manca una riflessione e mancano scelte su questo pezzo di Corso De Gasperi, come anche sul lato di Pozzano.
Sono questi aspetti, insieme alla convinzione che il mare restituito nel 2024, dopo anni di lavori ma anche di ritardi ed errori, che ci portano a insistere sulla necessità di lavorare insieme alla Regione e alla Città Metropolitana, anche dopo la notizia dell’investimento previsto per il Sarno, a un progetto di valorizzazione del fronte mare: un’occasione e una spinta per delineare una nuova visione per la città.
Il mare di Castellammare merita molto di più della propaganda. Merita un progetto serio, trasparente e duraturo.
Il mare ritrovato non può ridursi a un’iniziativa simbolica, a un tuffo collettivo in costume e a qualche fotografia.
Un progetto serio avrebbe dovuto significare programmazione, servizi, strutture adeguate, sicurezza, accessibilità e una gestione capace di durare nel tempo.
Democratici e Progressisti
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