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Castellammare, Gaetano Amato deputato del M5S sullo scioglimento del comune: “il sindaco ha l’onere di guidare la macchina comunale e non avrebbe mai dovuto rinunciare ai sovraordinati”.

“L’errore è stato costruire una coalizione troppo ampia. Lo avevo detto a Luigi Vicinanza prima ancora della presentazione delle liste”. Gaetano Amato, deputato del M5S, non ha dubbi sulle cause che hanno portato allo scioglimento del Consiglio comunale stabiese.

In un’intervista ripercorre i passaggi critici della breve esperienza amministrativa del centrosinistra.

Il nodo delle liste
Al centro delle perplessità di Amato una lista in particolare, che ospitava fuoriusciti dal Movimento. “Gli chiesi di escluderla – racconta – Nulla contro i singoli, ma dopo il precedente scioglimento servivano anticorpi. Non bisognava favorire un sistema che puntava solo ad imbarcare gente”.
La risposta di Vicinanza? “Mi disse: voglio vincere. Io gli risposi che invece volevo che il centrosinistra governasse”.

Un rigore che, rivendica Amato, il M5S ha applicato a se stesso: “Avevamo il dubbio su una ragazza per una parentela acquisita con una persona che nemmeno conosceva. Le chiedemmo di non candidarsi. Poi per l’assessorato proponemmo una professionista, gradita al sindaco, senza mai imporgliela”.

Affidamenti e responsabilità
Sulle cause dello scioglimento, Amato attende la relazione che sarà depositata a breve, ma anticipa: “Mi pare non ci sia alcuna delibera di giunta o di consiglio contestata”.

Diverso il discorso sugli affidamenti diretti. “Dissi al sindaco di evitarli. Mi rispose che se ne occupano gli uffici. Ma il sindaco ha l’onere di guidare la macchina comunale e non avrebbe mai dovuto rinunciare ai sovraordinati”.

Sulle voci di una relazione “farlocca” rilanciate da Roberto Elefante, che Amato conferma di aver sentito, il deputato non esclude manipolazioni: “Non mi sento di escludere che qualcuno possa averci messo le mani. E al di là dell’amicizia, sfido chiunque a dire che Roberto sia un delinquente”.

Le dimissioni mancate
Secondo Amato lo scioglimento si poteva evitare: “Prima dell’arrivo della commissione d’accesso avevo chiesto al sindaco di dimettersi. Non spetta alla politica accertare responsabilità penali, ma la piega era chiara. Sandro Ruotolo aveva ragione a insistere per le dimissioni. Noi come M5S siamo usciti dalla maggioranza, pur continuando a votare i provvedimenti utili per la città”.

Cosa si è fermato
Amato dice di aver incontrato i commissari straordinari, offrendo collaborazione e illustrando alcuni dossier rimasti in sospeso.

Il più rilevante riguarda le Antiche Terme: “Avevamo trovato investitori interessati anche a rilanciare la Colonia Ferrovieri o la Caserma Cristallina. Ho le mail con Federterme e Federalberghi, ma dopo l’arrivo della commissione hanno fatto un passo indietro”.

Altri progetti sarebbero ancora in piedi: il recupero del Supercinema con un finanziamento pubblico per trasformarlo in teatro comunale; l’inserimento del recupero della strada per il Faito nel Grande Progetto Pompei, discusso a fine luglio in Conferenza di Servizi grazie alla sensibilità del direttore Capasso; la possibile riapertura della stazione Terme e la realizzazione di un ascensore di collegamento con Villa Arianna e Villa San Marco, tema affrontato con il vicegovernatore Mario Casillo con un sopralluogo previsto a settembre insieme al nuovo presidente dell’Eav.

Sul parco idropinico delle Nuove Terme chiarisce le indiscrezioni sui rendering circolati online: “Sono probabilmente fatti con l’intelligenza artificiale. Non c’è ancora un progetto, ma c’è l’idea di una piscina olimpionica e di un palazzetto. La prima cosa che ho chiesto è che non venga tolto nemmeno un albero”.

Il 2028
Nessuna ambizione personale in vista delle prossime elezioni: “Non mi candiderò a sindaco nel 2028. Il mio obiettivo è dare un contributo per ricostruire. A settembre faremo qualcosa con Arturo Scotto, che ha un compito non facile con il Pd stabiese”.

Infine un messaggio ai cittadini: “Castellammare è come un ottimo piatto, poi arriva sempre qualcuno a buttarci dentro qualcosa per rovinarlo. Oggi non basta più solo la politica, è la gente che deve cambiare, a cominciare dal voto in cabina elettorale”.

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