Occupazioni irrisolte, canoni non riscossi, sgomberi rimasti sulla carta. È il bilancio sulla gestione del patrimonio abitativo comunale tracciato dalla Commissione d’accesso nella sua relazione sull’attività amministrativa dell’ente.
Un patrimonio consistente: oltre trecento alloggi di edilizia residenziale pubblica sparsi in città, con il nucleo più importante al rione Savorito – complesso realizzato dopo il sisma del 1980 per fronteggiare l’emergenza abitativa – e altre unità in via Benedetto Brin, Fondo San Catello, Salita San Giacomo, via Marconi, via Ugo Foscolo, a Santa Croce e in altri quartieri.
Secondo la Commissione, il piano di riordino avviato negli scorsi anni avrebbe dovuto fare chiarezza: aggiornare l’anagrafe degli assegnatari, liberare gli immobili occupati senza titolo, recuperare le morosità e imprimere trasparenza alla gestione. Obiettivi rimasti in gran parte disattesi.
La fotografia scattata a inizio 2026 parla di 54 alloggi ancora occupati abusivamente e di una morosità che interessa quasi un assegnatario su due, il 45% del totale.
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