È arrivato il grande giorno: al via la Maturità 2026 con la prima prova di italiano
Davanti al liceo scientifico “Francesco Severi” l’emozione, l’ansia e la voglia di iniziare
È arrivato il grande giorno, quello più atteso per i maturandi. Dopo mesi di studio, simulazioni, ripassi fino a notte fonda e la tradizionale “notte prima degli esami” passata tra messaggi sui gruppi WhatsApp e tisane della nonna, questa mattina alle 8:30 è ufficialmente partita la Maturità 2026.
Il primo scoglio è sempre lui: la prova di italiano. Sei ore, sette tracce tra analisi del testo, testo argomentativo e tema di attualità, e una sola certezza: da oggi si fa sul serio.
Davanti al liceo scientifico “Francesco Severi” di Castellammare di Stabia, l’atmosfera alle 7:45 era già elettrica. Abbracci dei genitori al cancello, cornetti condivisi, ripassi dell’ultimo minuto sui Promessi Sposi e l’immancabile controllo: “Hai preso la carta d’identità? Le penne nere?”.
Abbiamo raccolto le voci di alcuni studenti subito prima dell’ingresso. Ecco cosa ci hanno raccontato, con gli occhi ancora pieni di sonno e adrenalina.
Giulia, 19 anni.
“Non ho dormito niente”
“Onestamente? Non ho chiuso occhio. Sono andata a letto alle due dopo aver riletto Pirandello per l’ennesima volta, e alle cinque ero già sveglia. Ho paura del testo argomentativo, spero esca qualcosa di attualità perché mi sento più preparata. Però ora che sono qui, con tutti i miei compagni, mi sento meglio. Male che vada, siamo tutti sulla stessa barca. L’obiettivo di oggi è non andare in panico davanti al foglio bianco. Se supero questa, il resto sarà in discesa.”
Marco, 18 anni.
“Punto tutto su Ungaretti o sulla Guerra Fredda”
“Io sono stranamente tranquillo. Ieri sera abbiamo fatto l’ultima chiamata su Discord con la classe fino a mezzanotte, poi basta. O la va o la spacca. Ho studiato molto la Prima Guerra Mondiale e gli autori del ‘900. Se esce Ungaretti o Montale faccio festa, giuro. La mia prof dice sempre che la Maturità non è un punto di arrivo ma di partenza, e oggi inizio a crederci. Certo, l’ansia c’è, ma è quella buona. Quella che ti fa dire: ‘Dai, dimostriamo chi siamo’.”
Alessia, 19 anni.
“Ho paura di non capire la traccia”
“La mia notte prima degli esami è stata un disastro: ho sognato che mi davano un testo di latino da analizzare. Mi sono svegliata sudata. La cosa che mi spaventa di più non è non sapere cosa scrivere, ma interpretare male la traccia. A volte sono contorte. Spero in un tema su social e giovani o sull’intelligenza artificiale: almeno lì avrei qualcosa di mio da dire. In ogni caso, tra sei ore sarà tutto finito e potrò iniziare a pensare alla seconda prova. Un passo alla volta.”
Ora si entra nel vivo
Alle 8:30 i cancelli si sono chiusi. Dentro, i plichi telematici con le tracce ministeriali sono stati aperti e i 15.000 caratteri a disposizione degli studenti hanno iniziato a riempirsi.
La prima prova è un rito di passaggio: spaventa, emoziona, ma segna anche l’inizio della fine. Dopo oggi, seconda prova e orale. Poi, per questi ragazzi, si aprirà davvero il futuro.
In bocca al lupo a tutti i maturandi d’Italia. E ricordate: è solo un esame. Ma che esame.
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