L’ex sindaco Luigi Bobbio interviene nella discussione aperta in città sul futuro dell’ex Colonia dei Ferrovieri. Resort di lusso o spiaggia pubblica libera a tutti e attrezzata? Il suo pensiero lo affida ai social postando sul suo profilo facebook Luigi Bobbio Bushido la seguente riflessione:
“A Castellammare di Stabia, al confine con la Statale Sorrentina – si legge nel post – affacciato su una piccola baia, sorge (almeno fino ad un crollo sempre più probabile) un bellissimo fabbricato, di pertinenza del demanio comunale. È la vecchia “Colonia ferrovieri”. Si tratta di un immobile già avente urbanisticamente la destinazione alberghiera, ricettiva. È già dotato di parcheggio, piscina (oggi interrata), di spiaggia e perfino di pontile per attracco e ormeggio. Un albergo di lusso naturale, insomma. Da tempo, peraltro, la sua spiaggia è “proprietà ” dei soliti abusivi che la gestiscono come se fosse loro. I suoi ambienti pericolanti luogo di “dimora” di clandestini e sbandati vari. Se fossi rimasto Sindaco, avevo già deciso di metterlo a gara pubblica o in vendita (previa sdemanializzazione) o in gestione a privati. Investitori seri, imprenditori disposti a investire ne potrebbero fare una splendida realtà ricettiva di lusso che non avrebbe pari in costiera fonte di lavoro, occasione di rilancio di immagine per Castellammare, il tutto levando dalle spalle del Comune quello che oggi, e non da oggi, è un cadavere putrefatto, preda degli abusivi di camorra e pericoloso per la pubblica incolumità. Ci chiederà:: ma chi potrebbe essere contrario? Ve lo dico io. Sono contrari gli amici degli amici, gli ambienti criminali, il pauperismo ribelle e astioso, il populismo imbecille di quei miserabili che vorrebbero tutto “pubblico” ovviamente a carico economico esclusivo del Comune. La mia idea, invece, porterebbe lavoro, sviluppo, sicurezza, legalità e un forte ritorno economico per le casse comunali. Le sviluppo e la crescita civile e finanziaria non possono più essere nelle grinfie di quattro morti di fame”.
Condividi l'articolo



Commento all'articolo