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ASL Napoli 3 Sud polo internazionale per la cura delle ferite croniche: il 27 e 28 ottobre torna il Visiting Therapy Center

Gragnano si conferma centro di riferimento europeo per la riparazione tissutale. L’ASL Napoli 3 Sud ospiterà il 27 e 28 ottobre una nuova tappa del Visiting Therapy Center Program, l’appuntamento internazionale dedicato alla formazione e all’innovazione nel trattamento delle lesioni cutanee complesse.

Al centro dell’iniziativa la rete aziendale di riparazione tissutale guidata da Marino Ciliberti, con sede principale a Gragnano e attività didattiche presso l’ospedale di Boscotrecase, che incontrerà tre équipe di primo piano del panorama europeo: l’Althaia – Hospital Sant Joan de Déu di Manresa (Barcellona), l’Hospital Universitario de Canarias di Tenerife e il São João University Hospital di Porto.

Obiettivo del confronto: mettere in comune esperienze, protocolli e competenze per migliorare la presa in carico di patologie ad alto impatto sociale come le ulcere degli arti inferiori, il piede diabetico e le lesioni da pressione.

Un modello che nasce sul territorio ma guarda oltre confine. Il programma, infatti, è frutto dell’esperienza maturata in questi anni dalla rete ASL per lo sviluppo di percorsi assistenziali innovativi dedicati ai pazienti con ferite difficili.

Ampio spazio sarà dato alle tecnologie più avanzate. Durante le due giornate verranno approfonditi l’uso della terapia a pressione negativa (NPWT), del sistema idrochirurgico Versajet e delle più recenti strategie di rigenerazione tissutale con cellule staminali mesenchimali e sostituti dermici, applicate in base alle specifiche indicazioni cliniche.

Il percorso formativo, rivolto a medici, infermieri e professionisti sanitari, sarà a tutto campo: lezioni teoriche, discussioni multidisciplinari, confronto sulle esperienze assistenziali e attività pratica sul campo con tutor in ambulatorio, in sala operatoria e nell’assistenza domiciliare. Focus anche sulla raccolta e analisi dei dati clinici ed economici, sulla gestione del paziente nei diversi setting e sulla costruzione di piani d’azione concreti per trasferire le competenze acquisite nella pratica quotidiana, con il coinvolgimento delle direzioni aziendali e delle strutture territoriali.

“La condivisione delle esperienze e delle tecniche più aggiornate è fondamentale per affrontare le ferite croniche più complesse”, sottolinea Ciliberti. “È questo il principio alla base del progetto, che punta a consolidare una rete di collaborazione capace di superare i confini territoriali e nazionali”.

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