Migliaia in corteo: caro-trasporti e caro-vita minacciano il diritto allo studio
È la voce di una generazione che chiede di non essere lasciata sola davanti al caro-vita.
Dopo il grande corteo di giovedì 22 ottobre, che ha visto migliaia di studenti attraversare le vie del centro, a Castellammare resta forte l’eco di una protesta che parla di scuola, ma soprattutto di famiglie.
Al centro non c’è solo la rivendicazione del momento. Dietro striscioni e cartelli c’è un tema più profondo e urgente: studiare non può diventare un lusso. Il diritto all’istruzione, dicono i ragazzi, non può restare una frase sulla carta.
A pesare sono i costi di ogni giorno. L’abbonamento per il bus, il pieno di benzina, i libri, il materiale scolastico. Spese che, sommate, diventano un macigno per tanti nuclei familiari. Una difficoltà che si fa ancora più evidente per chi arriva dai comuni vicini e ogni mattina deve affrontare il tragitto casa-scuola verso Castellammare: un viaggio che incide, e non poco, sul bilancio di casa.
Da qui nasce la richiesta che gli studenti hanno portato in strada: servono misure concrete, più eque, che alleggeriscano il peso economico e garantiscano a tutti le stesse opportunità di partenza.
Il messaggio lanciato dal corteo è stato netto: i giovani chiedono ascolto e risposte che guardino al presente, senza ipotecare il futuro.
Una manifestazione che si è svolta in modo ordinato e pacifico, anche grazie al lavoro della Polizia Municipale di Castellammare di Stabia, impegnata nella gestione della viabilità e nel garantire la sicurezza dei partecipanti e la fluidità del traffico cittadino.


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