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Torre Annunziata, è ufficiale: dopo la conferma della dimissioni del sindaco Cuccurullo, nominato il commissario che guiderà Palazzo Criscuolo.


Dopo le dimissioni di Cuccurullo, il Prefetto di Napoli nomina Gianfranco Tomao. Resta l’incognita scioglimento per camorra

Cambio al vertice a Palazzo Criscuolo. Dopo venti giorni di incertezza seguiti alle dimissioni del sindaco Corrado Cuccurullo, il Prefetto di Napoli Michele di Bari ha firmato la nomina del commissario prefettizio: sarà Gianfranco Tomao a guidare provvisoriamente il Comune.

Per Torre Annunziata si tratta di un ritorno al commissariamento, una fase delicata che riporta la macchina amministrativa sotto la gestione diretta del Ministero dell’Interno. Il compito di Tomao sarà garantire l’ordinaria amministrazione, la continuità dei servizi ai cittadini e la preparazione dei prossimi passaggi istituzionali.

L’attesa per il Viminale
La nomina del commissario non scioglie però il nodo più pesante. Sulla città pende ancora la decisione del Viminale su un eventuale scioglimento del Consiglio comunale per infiltrazioni camorristiche. L’iter avviato nei mesi scorsi non si è ancora concluso e l’arrivo di Tomao non preclude né conferma provvedimenti più severi. In città, tra cittadini e forze politiche, l’attesa resta alta.

Chi è il nuovo commissario
Gianfranco Tomao è prefetto in quiescenza. Entrato nell’Amministrazione dell’Interno nel 1988, diventa prefetto nel 2011. La sua carriera si è svolta in gran parte tra Ministero dell’Interno e Dipartimento della Pubblica Sicurezza, con incarichi su affari giuridici, contenzioso e organizzazione del personale.

Dal 2013 al 2018 ha guidato la Prefettura di Cosenza, per poi passare a quella di Livorno. Non è nuovo a contesti complessi: ha presieduto commissioni di accesso per verifiche antimafia e ha partecipato a tavoli tecnici nazionali su sicurezza e riorganizzazione delle forze di polizia.

Cosa succede ora
Con l’insediamento di Tomao, tutti gli organi elettivi del Comune decadono. Il commissario avrà i poteri di sindaco, giunta e consiglio. Tra le priorità: bilancio, servizi essenziali, gare e scadenze amministrative che non possono subire ritardi.

Se il Viminale dovesse decidere per lo scioglimento per infiltrazioni, la gestione commissariale si allungherebbe fino a 18-24 mesi. In caso contrario, si andrà a nuove elezioni.

Per Torre Annunziata si apre dunque un periodo di transizione. I cittadini aspettano risposte chiare e una gestione che riporti stabilità dopo settimane di stallo.

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