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Pompei piange Gennaro, 20 anni, il ragazzo che aveva voglia di ricominciare

Il dolore di una famiglia e lo sgomento di un’intera comunità. Centinaia di persone all’ultimo saluto nella chiesa del Santissimo Salvatore

Una chiesa piena, in silenzio. Pompei si è stretta attorno ai parenti e agli amici di Gennaro, il ventenne scomparso nei giorni scorsi, salutato per l’ultima volta nella chiesa del Santissimo Salvatore, in via Nolana. Una folla composta ha partecipato alle esequie, condividendo il lutto di una famiglia e di un ragazzo che aveva provato con tutte le forze a lasciarsi il passato alle spalle.

La sua storia era nota alle cronache locali. Quando era ancora minorenne, Gennaro era rimasto coinvolto nel grave episodio avvenuto alla Rotonda dei Passanti, a Boscoreale, dove un giovane in sella a uno scooter fu speronato e trascinato per diversi metri da un’auto, riportando conseguenze gravissime. Un fatto che aveva segnato profondamente il territorio e la vita di tutti i coinvolti.

Per Gennaro, quel procedimento giudiziario era diventato però anche l’inizio di un percorso di recupero. La messa alla prova si era conclusa con esito positivo alla fine dello scorso anno. In quel periodo in comunità aveva imparato il mestiere di pizzaiolo, aveva conseguito il diploma e stava cercando di costruirsi nuove prospettive.

Un percorso sincero, raccontano le persone che gli erano vicine, ma segnato da un peso che non lo aveva mai abbandonato del tutto. Gennaro aveva chiesto scusa alla vittima con una lettera e più volte aveva confidato il desiderio di incontrarla di persona, per esprimere ancora il suo pentimento e il suo rammarico.

La sua morte ha suscitato un’ondata di commozione in tutta la città. Tra i primi a manifestare pubblicamente il proprio dolore è stato don Ivan Licinio, vicario del Santuario di Pompei, con un lungo messaggio affidato ai social.

“Ho appena appreso con grande dolore la notizia della morte di Gennaro. Venti anni soltanto”, ha scritto il sacerdote, colpito da una tragedia che lo tocca da vicino per il rapporto quotidiano con i giovani e le loro fragilità.

Don Ivan ha espresso vicinanza ai familiari, agli amici e all’intera comunità parrocchiale, osservando che esistono sofferenze davanti alle quali “le parole sono piccole e il silenzio diventa quasi l’unico modo per condividere una ferita così grande”.

Poi l’appello, rivolto a tutta la città: “Imparare sempre di più a guardarci negli occhi, ad accorgerci di chi abbiamo accanto”. Un invito, soprattutto ai ragazzi che attraversano momenti difficili, a non isolarsi e a cercare il sostegno di una persona fidata.

“Oggi Pompei piange uno dei suoi figli”, ha concluso don Ivan. “Che questo dolore diventi un impegno concreto a volerci più bene, a prenderci cura gli uni degli altri e a non lasciare mai nessuno da solo”.

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