Spaccio tra i ruderi, 20enne ai domiciliari con braccialetto elettronico a Sant’Antonio Abate
Nascondeva 186 grammi di cocaina e crack in un casolare diroccato. A incastrarlo le telecamere private, gli abiti e un tatuaggio sul braccio destro.
Braccialetto elettronico per un 20enne accusato di spaccio e cessione continuata di sostanze stupefacenti. La misura cautelare è stata disposta dal Gip su richiesta della Procura della Repubblica di Torre Annunziata, al termine di un’indagine condotta dai Carabinieri.
Tutto nasce da una perquisizione d’iniziativa ai sensi dell’art. 103 del d.P.R. 309/90, eseguita il 3 luglio 2026 dai militari dell’Arma in un fabbricato rurale diroccato e disabitato alla periferia del paese. All’interno dell’edificio abbandonato, occultato tra i rifiuti in una cassetta di sicurezza portatile, i Carabinieri hanno rinvenuto e sequestrato un rilevante quantitativo di droga: circa 186 grammi tra cocaina e crack, già suddivisa in involucri pronti per lo spaccio al dettaglio.
Con la droga, anche il kit completo per la raffinazione e il confezionamento: quattro bilancini di precisione e pentolini intrisi di polvere bianca.
Da quel ritrovamento sono partiti gli approfondimenti investigativi. Gli inquirenti hanno acquisito ed esaminato le registrazioni dei sistemi di videosorveglianza privati attivi nella zona. I filmati avrebbero documentato, secondo l’accusa, una sistematica e non occasionale attività di occultamento e prelievo degli involucri di stupefacente da parte del giovane, che avrebbe scelto proprio l’edificio abbandonato come deposito per sfuggire ai controlli antidroga.
Un quadro indiziario che, secondo la Procura, è stato corroborato da una successiva perquisizione domiciliare a carico dell’indagato. In casa, i militari avrebbero rinvenuto gli stessi indumenti e accessori immortalati nelle sequenze video. Decisivo, inoltre, un particolare fisico: la corrispondenza tra un esteso tatuaggio che ricopre l’intero braccio destro del soggetto ripreso mentre prelevava lo stupefacente e quello riscontrato sul medesimo braccio del 20enne.
Dalle indagini sarebbe emersa una continuativa attività di spaccio al dettaglio posta in essere tra gennaio e agosto 2026 sul territorio locale, riscontrata anche dalle dichiarazioni rese da persone informate sui fatti e da individuazioni fotografiche.
Per il giovane è scattata così la misura degli arresti domiciliari con applicazione del braccialetto elettronico. Resta, come da prassi, la presunzione di innocenza fino a sentenza definitiva.
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