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Il caso Menti: Juve Stabia vuole investire, il Comune commissariato impone le regole

Paradosso al Romeo Menti di Castellammare di Stabia. Da un lato la nuova proprietà della Juve Stabia, guidata da Alfredo Guerri e proprietaria al 100% tramite Domus Srl, ha deciso di investire con risorse proprie per rendere più moderno e funzionale lo stadio comunale, casa di una squadra stabile in Serie B. Dall’altro l’amministrazione comunale, attualmente commissariata, ha il dovere di far rispettare la legge su un bene pubblico.

Dopo i sopralluoghi dei tecnici, il 10 settembre il Comune ha rilevato la mancata ottemperanza a una precedente diffida. Contestate opere realizzate senza autorizzazioni: staffe metalliche in Curva Ospiti ritenute pericolose, interventi sull’impianto elettrico dell’area Hospitality, una presa industriale e una linea elettrica dedicata ai giornalisti in un vano abusivo. Lo stesso giorno sarebbe proseguita la posa di nuove prese e canaline, nonostante l’ordine di ripristino.

Scatta così una nuova diffida: 15 giorni per rimuovere le opere abusive e ripristinare lo stato dei luoghi, pena l’intervento d’ufficio con spese a carico del responsabile, ai sensi dell’art. 35 D.P.R. 380/2001. Il provvedimento richiama vincoli urbanistici, PAI e normativa sismica.

La posizione dei commissari prefettizi è formalmente inattaccabile: in assenza di un’amministrazione politica, devono attenersi solo ad atti e regolamenti. Non può però diventare uno scontro tra club e istituzioni.

Il nodo è strategico: la Juve Stabia ha una concessione solo per la stagione in corso e non può programmare investimenti a lungo termine. Servirebbe una concessione pluriennale con diritti e doveri chiari, o addirittura valutare una cessione dell’impianto, se ne esistono le condizioni.

Il caso Menti diventa così simbolo di un problema nazionale: la stratificazione burocratica che rischia di scoraggiare chi vuole migliorare un patrimonio pubblico con soldi privati. Non si tratta di ignorare le regole, ma di renderle più semplici e funzionali.

Due ragioni comprensibili su binari paralleli: la società che vuole investire e guardare al futuro, i commissari che devono garantire la legalità dell’oggi. Il Menti, trascurato per anni, potrebbe diventare il laboratorio per un nuovo rapporto tra pubblico e privato, a vantaggio della Juve Stabia e di Castellammare.

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