Polemiche sulla presenza del rapper Raffaele Di Martino, in arte CL4VO, al Persica Fest, in programma dall’11 al 13 settembre. A far discutere alcuni riferimenti alla criminalità nei suoi testi, ritenuti da una parte della cittadinanza poco adatti a un evento benefico.
Sulla vicenda interviene don Antonio Gargiulo, parroco di Santa Maria dell’Arco, che condivide la posizione dell’associazione Quartiere Attivo.
«Non condanniamo per sempre le persone: condanniamo ciò che ferisce la dignità umana», dice.
Don Antonio chiede una comunità capace di indignarsi davanti a violenza e criminalità, soprattutto quando i linguaggi arrivano ai ragazzi, ma anche capace di riconoscere il cambiamento.
«Un testo va ascoltato e contestualizzato. Una persona non coincide per sempre con il proprio passato. Non significa cancellare gli errori, ma riconoscere che il cambiamento è possibile».
Secondo il parroco, Quartiere Attivo non celebra il passato, ma offre una possibilità al presente e al futuro di chi cerca una strada diversa.
«Se crediamo nel recupero sociale, dobbiamo essere coerenti. Non possiamo chiedere a una persona di cambiare e poi ricordarle solo ciò che è stata. Condannare un comportamento non significa condannare per sempre una persona».
E conclude: «Il passato non va cancellato. Ma non può diventare una condanna a vita».
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