All’indomani del secondo scioglimento del consiglio comunale di Castellammare per infiltrazioni camorristiche, Casa Riformista entra nel dibattito cittadino e chiede a tutte le forze politiche di trasformare i due anni di gestione commissariale in un percorso di rinnovamento.
A intervenire è il portavoce del movimento, Nino Longobardi. Il suo giudizio sulla condizione attuale è netto: la città è tornata al punto di partenza. Un paragone, quello con il gioco dell’oca, per descrivere un arretramento che pesa ancora di più perché si ripete a breve distanza dal precedente provvedimento. Un atto grave, ha osservato, ma per molti versi annunciato.
Sul fronte delle responsabilità, Longobardi invita alla prudenza. Ogni valutazione, spiega, dovrà attendere la lettura integrale delle motivazioni contenute nel decreto, in coerenza con l’impostazione garantista rivendicata dal movimento.
Lo sguardo è però rivolto soprattutto a ciò che verrà. L’esperienza maturata dopo il primo scioglimento viene definita deludente e priva di risultati concreti. Da qui la proposta di aprire subito un confronto tra maggioranza e opposizione, senza distinzioni di schieramento, centrato sul tema della selezione della futura classe dirigente.
Per il portavoce, il dibattito elettorale e lo scontro sui programmi troveranno spazio più avanti. In questa fase l’urgenza è un’altra: evitare logiche di reclutamento indiscriminato finalizzate alla sola vittoria e tenere fuori dalle liste figure improvvisate o mosse da convenienza.
L’invito finale è a impiegare il periodo di commissariamento in modo produttivo: individuare profili preparati, competenti e credibili, capaci di elaborare progetti alternativi ma solidi per il futuro. Solo attraverso questo lavoro, conclude Longobardi, sarà possibile contrastare la presenza camorristica, allontanare da Palazzo Farnese la cattiva politica e frenare gli interessi di un’imprenditoria compromessa e di circuiti criminali.
Condividi l'articolo



Commento all'articolo