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Castellammare, Mario D’Apuzzo va all’attacco del sindaco: “altro che stabilità, per il bene della città dimettiti”

Il consigliere comunale di minoranza, ex candidato a sindaco alle precedenti comunale vinte da Luigi Vicinanza, Mario D’Apuzzo esprime la propria contrarietà verso l’attuale governo cittadino e chiede apertamente le dimissioni del sindaco. Secondo D’Apuzzo il ciclo amministrativo si è ormai concluso e la città è caduta in una profonda crisi politica. “A Castellammare non siamo più davanti a una crisi politica fisiologica – scrive sul suo profilo Facebook – Siamo davanti a un’amministrazione che resta in piedi per inerzia, aggrappata a pochi numeri utili in Consiglio mentre attorno cresce ogni giorno di più la sfiducia politica e istituzionale. Non è stabilità: è sopravvivenza. E la sopravvivenza, quando riguarda le istituzioni, diventa un problema per la città. Da un lato si moltiplicano le prese di distanza e di tentativi di delegittimazione del Sindaco Vicinanza; dall’altro si prova a tenere insieme una maggioranza che esiste solo aritmeticamente, ma che politicamente ha smesso da tempo di esistere. In questo quadro, continuare a governare significa soltanto trascinare Castellammare in un accanimento terapeutico amministrativo che non produce decisioni, non produce visione e non produce risultati. L’idea di poter superare la fase delicata che la città sta attraversando, evitare lo scioglimento e poi ricostruire una maggioranza capace di amministrare davvero non è una strategia: è un’illusione. Anche se la procedura in corso dovesse concludersi senza effetti estremi, resterebbe un dato politico incontestabile: questa esperienza amministrativa è arrivata al capolinea. I rapporti sono compromessi, la fiducia è logorata, l’autorevolezzza della guida politica è ormai consumata. La vicenda del Savorito — maturata nella precedente gestione commissariale — dovrebbe semmai indurre tutti a una riflessione più seria sul rischio concreto di uno scioglimento. Proprio quell’esperienza dimostra come una fase commissariale, lungi dall’essere neutra, possa produrre ritardi, scelte discutibili e conseguenze che la città paga per anni. È un precedente che dovrebbe consigliare prudenza e responsabilità oggi: non per difendere l’esistente, ma per evitare che Castellammare venga nuovamente consegnata a una gestione straordinaria i cui effetti, come si è visto, non sempre coincidono con gli interessi reali della comunità. Da opposizione, non hp alcuna intenzione di offrire scappatoie o assoluzioni politiche al Sindaco, che resta corresponsabile dello stato di sfilacciamento istituzionale e del clima di incertezza in cui Castellammare è precipitata. Proprio per questo, l’unico atto serio, dignitoso e davvero rispettoso della città oggi sarebbe uno: dimettersi. Le dimissioni non sarebbero una fuga, ma l’unico gesto di responsabilità possibile. Consentirebbero di evitare mesi di immobilismo e il rischio concreto di un lungo commissariamento, restituendo subito la parola ai cittadini. Un voto immediato permetterebbe agli elettori di giudicare mentre le responsabilità sono ancora evidenti, impedendo che il tempo cancelli la memoria politica, favorisca trasformismi e consenta ai protagonisti di oggi di ripresentarsi domani come se nulla fosse. Restare a ogni costo non significa difendere la città. Significa soltanto rinviare il momento della verità. La città npn ha bisogno di amministratori che resistono. Ha bisogno di istituzioni che funzionano. E quando questo non accade più, l’unica scelta responsabile è rimettere il mandato nelle mani dei cittadini.“

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