Caricamento in corso
Castellammare, la strada tra Privati e Pimonte si farà, ma solo per bici e soccorsi

Via libera alla VIncA per la riqualificazione della SP 179 tra Canti e Privati. Niente auto private, cantiere stop durante la nidificazione per tutelare la Dorsale dei Monti Lattari

Non sarà una strada per le auto. Il futuro collegamento tra Pimonte e Castellammare di Stabia sarà un’infrastruttura per la mobilità sostenibile e per la sicurezza del territorio.

La Regione Campania ha chiuso positivamente l’iter di Valutazione di Incidenza Ambientale (VIncA) per la riqualificazione della strada provinciale 179, lo storico tracciato che unisce località Canti di Pimonte alla zona Privati di Castellammare, finanziata con fondi regionali. Ma con prescrizioni severissime.

Il progetto cambia volto: da arteria di scorrimento a percorso dedicato esclusivamente a mobilità ciclopedonale rurale, transito dei mezzi di soccorso, protezione civile e monitoraggio ambientale e antincendio. Per le auto e gli scooter privati scatterà un divieto permanente, salvo mezzi autorizzati.

Una scelta obbligata: il tracciato attraversa la Zona Speciale di Conservazione “Dorsale dei Monti Lattari”, cuore della rete Natura 2000, tra castagneti secolari e habitat protetti. Per questo il decreto regionale vieta l’abbattimento di alberi adulti, impone la tutela degli apparati radicali dei castagni, la ricostruzione dei muretti a secco con tecniche tradizionali senza malta e il divieto di leganti chimici sui tratti sterrati. Ammesse solo opere di ingegneria naturalistica.

Rigido anche il cronoprogramma: 240 giorni di lavori, ma con stop totale dal 1° marzo al 31 luglio per rispettare il periodo di nidificazione dell’avifauna. Lavorazioni solo diurne e illuminazione a basso impatto per non disturbare pipistrelli e insetti. In cantiere sarà sempre presente un naturalista o agronomo in collaborazione con il Parco Regionale dei Monti Lattari e i Carabinieri Forestali.

Un’opera che punta a conciliare due esigenze: garantire un collegamento strategico in caso di emergenze e incendi e, allo stesso tempo, trasformare un antico percorso in un corridoio per la mobilità lenta e la valorizzazione del patrimonio naturalistico.

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