Michele D’Alessandro, 33 anni, figlio del boss Luigi D’Alessandro e nipote dello storico padrino Michele, è stato condannato a 8 anni e 2 mesi di reclusione in quanto la Corte di Appello l’ha ritenuto responsabile di estorsione e traffico di stupefacenti, con aggravante del metodo mafioso. Si tratta di una sentenza che conferma le accuse pur riducendo di quasi un anno la pena inflitta in primo grado. Nel processo di primo grado, la Dda di Napoli aveva chiesto una pena di 20 anni, ipotizzando un ruolo da capo-promotore, ma i giudici non hanno riconosciuto questa posizione apicale. Tuttavia, confermando la sua piena responsabilità per le attività condotte tra il 2010 e il 2015, nell’ambito dell’inchiesta “Cerbero”. Quella di Michele D’Alessandro non è stata la sola condanna emessa dalla Corte D’Appello che ha inflitto anche Antonio Rossetti 20 anni di carcere. Rossetti, attualmente recluso al regime di 41 bis, ha visto comunque ridursi di cinque anni la pena rispetto al primo grado.
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