Dal Centro Antico alla Statale, gli ultimi nubifragi hanno trascinato a valle detriti e rifiuti. Nel mirino i rivi e milioni di euro stanziati ma mai spesi. L’appello: “Serve un Accordo per Castellammare, non possiamo aspettare il 2028”
Fango, frane e allagamenti. Sono bastate le ultime ondate di maltempo per mettere di nuovo in ginocchio il Centro Antico, le aree portuali, via Acton e la Statale. Un copione che si ripete e che, secondo i Democratici e Progressisti stabiesi, non può più essere archiviato come semplice emergenza climatica.
Dopo la denuncia del 26 settembre, il gruppo politico torna a chiedere risposte concrete su gestione delle risorse e interventi di messa in sicurezza, puntando il dito su quello che definisce un immobilismo lungo anni.
“Siamo ormai andati ben oltre i ritardi, la sciatteria amministrativa e l’incapacità di utilizzare risorse disponibili da anni”, scrivono i Democratici e Progressisti.
Al centro della contestazione c’è un dato su tutti: i 10 milioni di euro stanziati nel 2012, quattordici anni fa, per la sicurezza del territorio e ancora, secondo la denuncia, senza una traduzione concreta e risolutiva.
Il caso dei rivi: 509mila euro stanziati, 40mila spesi
Emblematica, per il gruppo, la vicenda dei rivi. Con il Decreto n. 80 del 29 ottobre 2024, la Regione Campania ha individuato il Comune di Castellammare quale soggetto attuatore e ha stanziato 509 mila euro per la messa in sicurezza dei rivi Sciuscelle al Cognulo, Piazza Grande, Foiano, Faro e San Pietro.
Sono proprio alcuni di questi rivi, ricordano i Democratici e Progressisti, ad aver riversato a valle durante gli ultimi eventi meteo fango, rifiuti, materiale legnoso e detriti, finendo per invadere il Centro Antico e arrivare fino al mare.
Da qui l’interrogativo: com’è stato possibile arrivare a una nuova emergenza quando le risorse per intervenire erano già disponibili?
Secondo quanto denunciato, per quasi due anni non si è riusciti a organizzare con tempestività gli interventi di manutenzione e pulizia. L’unico atto concreto sarebbe stata, nel febbraio 2026, la richiesta di un’anticipazione sul finanziamento, dalla quale sono derivati appena 40 mila euro.
Non solo rivi: il nodo dei fondi bloccati
Per i Democratici e Progressisti, però, la questione è molto più ampia. Oltre ai 10 milioni del 2012, resterebbero bloccati o inutilizzati altri fondi strategici:
15 milioni di euro destinati a Savorito
35 milioni assegnati per l’area del Porto e Fincantieri
tra i 23 e i 26 milioni di euro, comprese le premialità, legati al Programma PRIUS
Un quadro da oltre 80 milioni di euro potenziali che, nella lettura del gruppo, rende “ancora più urgente intervenire e impedire che Castellammare perda ulteriori opportunità”.
La proposta: un “Accordo per Castellammare”
“Di fronte a questo scenario non servono nuove promesse né ulteriori rinvii”, è la posizione dei Democratici e Progressisti, che chiedono direttamente al presidente della Regione Campania di assumere l’iniziativa e di promuovere un “Accordo per Castellammare”, coinvolgendo tutte le forze sociali, economiche e politiche della città.
L’obiettivo: sbloccare gli interventi fermi, utilizzare le risorse già assegnate e mettere finalmente in sicurezza il territorio.
Il messaggio ha anche una valenza politica chiara:
“Non possiamo aspettare il voto del 2028. La città ha bisogno di risposte adesso”.
E ancora: “Dimostriamo, insieme, che è possibile difendere Castellammare e il suo futuro a prescindere dai nomi da votare e dai comitati elettorali da organizzare. Prima delle campagne elettorali vengono la sicurezza dei cittadini, la tutela del territorio e la capacità di utilizzare le risorse che spettano alla città”.
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