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Castellammare – degrado, schiamazzi notturni e fuochi d’artificio: cittadini scrivono al Commissario, “situazione insostenibile”

L’aspettativa di una svolta dopo lo scioglimento per camorra delusa: lettera aperta chiede l’ordinanza sulla quiete pubblica, più controlli e la classificazione acustica della città

Cresce l’esasperazione tra i residenti di Castellammare di Stabia. Quiete pubblica, inquinamento acustico e degrado urbano sono al centro di una dura lettera aperta indirizzata al Commissario Prefettizio, in cui i cittadini denunciano una situazione definita ormai “insostenibile”.

A finire sotto accusa sono i rumori molesti che accompagnerebbero le giornate e soprattutto le notti stabiesi: musica ad alto volume proveniente da locali pubblici e feste private, schiamazzi continui e un uso definito “incontrollato” dei fuochi pirotecnici, che esploderebbero a qualsiasi ora del giorno e della notte nonostante i divieti previsti dalle ordinanze.

“Morto un Re, se ne fa un altro”

Il tono della lettera è amaro. «La musica è sempre la stessa», scrivono i firmatari, scomodando anche il proverbio «morto un Re, se ne fa un altro». Il riferimento è chiaro: nonostante lo scioglimento dell’Amministrazione comunale per infiltrazioni camorristiche e l’avvio della gestione commissariale, nella vita quotidiana poco sarebbe cambiato.

L’aspettativa dei residenti era quella di una netta discontinuità, di un rigoroso ripristino della legalità e dell’ordine. Aspettativa che, almeno sul fronte del decoro e del rispetto delle regole, ritengono disattesa.

Il fenomeno, sottolineano, non risparmia nemmeno le zone di maggior pregio della città, come la collina di Quisisana, trasformata secondo la denuncia in palcoscenico di feste private e locali rumorosi.

Non solo fastidio, ma salute pubblica

Per i cittadini non si tratta più di una semplice questione di convivenza o di tolleranza. È una questione di salute pubblica. Nella lettera viene richiamata la posizione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, che da anni evidenzia gli effetti dell’esposizione prolungata al rumore ambientale: dai disturbi del sonno alle conseguenze sull’apparato cardiovascolare.

Le richieste al Commissario

I residenti non chiedono nuove leggi, ma l’applicazione di quelle che già esistono. Viene citato espressamente l’articolo 21 del Regolamento di Polizia Urbana del 2010, che prevede obblighi precisi a carico dei gestori di attività per evitare comportamenti e attività capaci di provocare disturbo, indipendentemente dall’orario.

Le richieste al Commissario Prefettizio sono quattro e molto concrete:

L’adozione dell’ordinanza sulla quiete pubblica, più volte annunciata e mai entrata in vigore;
Controlli capillari e sistematici da parte della Polizia Municipale, estesi all’intero arco della giornata, con particolare attenzione al rispetto del divieto di utilizzo dei fuochi pirotecnici;
Applicazione effettiva delle sanzioni nei confronti dei trasgressori e provvedimenti più incisivi, nel rispetto delle procedure di legge, per gli esercizi commerciali recidivi;
L’avvio dell’iter per la classificazione acustica del territorio comunale. Uno strumento, spiegano i firmatari, ritenuto indispensabile per regolamentare in modo organico le diverse zone della città e gestire gli effetti di un turismo e di una movida che, senza regole e controlli, rischiano di compromettere la qualità della vita.

«Non si tratta di chiedere il silenzio assoluto – è il senso dell’appello che chiude la lettera – ma il rispetto delle regole e del diritto dei cittadini a vivere e riposare serenamente nelle proprie abitazioni».

Un appello alla legalità, all’ordine e alla vivibilità, ora sul tavolo del Commissario.

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