Le acque come identità, risorsa e futuro. È da qui che riparte il confronto sul destino delle Terme di Castellammare.
Ieri sera SOLOXSTABIA ha incontrato i componenti del Comitato Terme di Stabia, ponendo le basi per un percorso condiviso finalizzato alla tutela delle sorgenti e al recupero del patrimonio termale cittadino. Un confronto – arricchito dal contributo di tecnici e accademici – che ha ripercorso il legame tra le acque, le architetture costruite per valorizzarle e la storia della comunità stabiese.
Un patrimonio oggi in stato di abbandono. L’immagine che restituiscono le Nuove Terme, è stato sottolineato, è quella di un degrado profondo, esito non della camorra, ma di decenni di assenza di visione, di gestione inadeguata e di logiche clientelari che hanno svuotato quei luoghi della loro funzione sociale. Eppure, tra squarci e rovi, restano le tracce di un’architettura colta che testimonia ancora la possibilità di un recupero.
Priorità assoluta, secondo quanto emerso, è la messa in sicurezza delle sorgenti: un bene prezioso per la salute e potenziale volano per economia e occupazione. Da qui la preoccupazione per l’ipotesi di trasformare l’area storica della cura idropinica in una nuova zona ospedaliera, una scelta definita a rischio di “politica del cemento” che non considera il valore complessivo del luogo.
Non c’è incompatibilità tra salute e termalismo, è la proposta avanzata: si può immaginare un progetto che integri il rilancio delle acque con una struttura pubblica di alta specializzazione, per malattie rare o oncologia, all’interno di una riqualificazione complessiva. Il parco delle Terme tornerebbe così a essere spazio di accoglienza per cittadini, turisti, pazienti e famiglie.
Per SOLOXSTABIA, la battaglia per le acque non è nostalgia, ma una scelta sul modello di sviluppo di Castellammare: difendere memoria e identità per costruire opportunità per il futuro.
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