La Commissione Straordinaria vara la definizione agevolata per 22 anni di tasse non pagate. Sanzioni e interessi azzerati, fino a 48 rate. E chi ha sempre pagato?
A Castellammare di Stabia pagare le tasse è diventato un atto di ingenuità. È questo il messaggio, brutale e inequivocabile, che arriva dalla Commissione Straordinaria.
Con una deliberazione adottata con i poteri del Consiglio comunale, l’Ente ha approvato l’ennesima definizione agevolata per le entrate comunali non riscosse. Una sanatoria in piena regola che copre un periodo abnorme: dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2022. Ventidue anni di morosità, più di due decenni in cui migliaia di contribuenti hanno semplicemente scelto di non pagare.
E ora arriva il premio.
Cosa prevede il regalo
Il provvedimento, che riguarda esclusivamente le ingiunzioni e gli accertamenti gestiti dal concessionario SOGET spa, è di una generosità disarmante. Il catalogo è totale: IMU, TARI (la tassa sui rifiuti), la vecchia TASI, CUP, ICP e TOSAP, persino le multe per violazione dei regolamenti comunali e i canoni per l’occupazione del patrimonio comunale.
Cosa dovranno pagare i morosi? Solo il capitale. Più le spese di notifica. Sanzioni? Azzerate. Interessi? Cancellati. Un colpo di spugna totale che suona come uno schiaffo in faccia a chi, con fatica, ha pagato tutto, fino all’ultimo centesimo, e nei termini previsti.
Non solo. La misura vale anche per chi ha già pagato parzialmente o è già in un piano di rateizzazione. E il pagamento di quanto resta potrà essere ulteriormente spalmato: fino a 24 rate sotto i 20.000 euro, 36 rate fino a 30.000 euro e 48 rate, quattro anni, per chi deve oltre 30.001 euro.
Domanda entro il 30 novembre 2026 sul sito della Soget, uffici aperti a Vico Sant’Anna il lunedì, mercoledì e venerdì. Tutto comodissimo.
La retorica del dissesto idrogeologico
La Commissione Straordinaria, nella nota ufficiale, prova a vestire l’operazione da atto nobile: favorire la regolarizzazione e rafforzare il recupero delle entrate. Le maggiori somme incassate, si legge, saranno destinate alla prevenzione e mitigazione del dissesto idrogeologico.
Un argomento suggestivo, ma che non regge. Se davvero servono soldi per mettere in sicurezza il territorio, perché rinunciare proprio a sanzioni e interessi, cioè alla parte punitiva che dovrebbe disincentivare l’evasione? Si recuperano le briciole, si perdono milioni, e si lancia un principio devastante: tanto poi arriva il condono.
È la solita storia all’italiana, declinata in salsa stabiese: chi non paga frega chi paga.
Il contribuente onesto che ha pagato la TARI nel 2005, nel 2010, nel 2020, anche durante la pandemia, ha di fatto finanziato i servizi di cui ha usufruito anche chi non ha mai versato un euro. Oggi scopre che il suo vicino moroso non solo non subirà alcuna conseguenza, ma avrà pure lo sconto del 100% su sanzioni e interessi e quattro anni per mettersi in regola.
Qual è il messaggio educativo? Non pagare. Aspetta. Prima o poi arriva la definizione agevolata.
La legalità a rate, la fedeltà fiscale punita, il furbo di turno premiato. A Castellammare, ancora una volta, la regola non scritta è confermata: a rimetterci sono sempre gli stessi.
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