Il presidente della Regione Campania annuncia in Consiglio regionale la linea dura: accelerazione sul risanamento e pene più severe per chi sversa. Oltre 400 milioni già stanziati
«Vogliamo essere la giunta che in quattro o cinque anni avrà riconsegnato il fiume Sarno definitivamente pulito ai cittadini».
È con questo impegno che il presidente della Regione Campania Roberto Fico è intervenuto in Aula nel corso della seduta monotematica del Consiglio regionale dedicata al risanamento del fiume Sarno.
Un intervento che ha voluto marcare la continuità e, allo stesso tempo, l’accelerazione impressa dalla nuova amministrazione su quello che lo stesso governatore ha definito «senza dubbio una priorità di questa amministrazione e di questa giunta».
Fico ha rivendicato il lavoro già messo in campo e la dotazione finanziaria disponibile. «Procederemo nel modo più veloce possibile, basandoci sul lavoro importante fatto dalla giunta precedente», ha spiegato, ricordando che «la giunta ha già messo oltre 400 milioni per il Sarno: c’è un bando già chiuso, a cui le aziende hanno già partecipato, e si lavora con un accordo quadro per dare la massima accelerazione a questo lavoro».
La strategia illustrata in Consiglio si muoverà su due binari paralleli.
Da un lato il completamento del percorso tecnico e amministrativo già avviato: «Ci muoveremo su due aspetti: il progetto madre per il risanamento, che continuerà nei tempi più rapidi possibili», ha detto il presidente.
Dall’altro, una stretta decisa contro gli sversamenti illegali, considerati una delle cause principali dell’inquinamento del bacino che attraversa le province di Salerno, Napoli e Avellino prima di sfociare a Castellammare di Stabia.
«L’inasprimento delle pene per chi si azzarda a sversare. Questo, nella nostra regione, è un danno criminale alla salute delle persone, all’ambiente e al vivere comune in un ambiente sano. Questo non lo permettiamo», ha proseguito Fico.
Un messaggio di tolleranza zero: «Saremo inflessibili e implacabili, arriveremo a sospendere autorizzazioni e licenze. La salute – aggiunge – è il primo diritto costituzionale che questa regione vuole affermare fino in fondo».
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