Sulla vicenda riceviamo e pubblichiamo la lettera di un nostro lettore, il quale ha espressamente chiesto di rimanere anonimo. Una missiva che non nasconde interrogativi e perplessità proprio sui comitati civici fortemente voluti dal magistrato Nicola Russo, e sul reale significato della loro adesione. Ecco il testo integrale:
“Questa mattina ho ricevuto su WhatsApp, tramite un amico, un invito ad aderire ai Comitati Civici promossi dal magistrato Nicola Russo. Nel messaggio si chiede di fornire i propri dati personali – nome, email, telefono – e di scegliere a quale dei 16 comitati tematici si intende partecipare. Si va dal primo, dedicato a vivibilità, decoro urbano e cura del territorio, al sedicesimo, che dovrebbe occuparsi di termalismo, patrimonio termale e tutela delle acque. Nel mezzo, altri 14 comitati dedicati a formazione, cultura, parco archeologico, Faito e così via. Insomma, ce n’è per tutti i gusti: basta iscriversi e il gioco è fatto. Ed è proprio qui che nascono i miei dubbi. Cosa accadrà dopo? Una volta che questi comitati avranno messo nero su bianco tutte le problematiche della città, chi si prenderà concretamente cura di portare le istanze del territorio nelle sedi istituzionali competenti? Ma soprattutto: chi c’è dietro l’intero apparato messo in piedi dal magistrato Russo? Chi raccoglierà tutto questo materiale, fatto di idee, segnalazioni e dati personali dei cittadini, e con quale finalità lo utilizzerà sul piano politico? Sono domande che ritengo lecite e che meritano una risposta chiara e pubblica. Perché così come è stata presentata, l’adesione a questi comitati appare più come un salto nel buio che come un percorso di partecipazione civica, con ben poca trasparenza su finalità, gestione dei dati e sbocchi concreti. In attesa di chiarimenti”.
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