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Castellammare, dopo lo scioglimento si riapre la partita politica: ipotesi candidature toghe, duello a sinistra Russo-Riello che potrebbe favorire il centro destra con Bobbio.

C’è movimento a Castellammare. Al di là dei giudizi sulla sua iniziativa, l’azione intrapresa dal giudice Nicola Russo ha avuto un effetto: dopo lo scioglimento del Consiglio comunale per infiltrazioni camorristiche, in città si è tornato a discutere di prospettive e di futuro, invece di limitarsi a constatare la crisi.

Una vicenda che ha superato i confini locali. Quanto già anticipato circa un mese fa è stato ripreso in questi giorni dalla stampa nazionale, da Il Foglio al Fatto Quotidiano, che hanno dato spazio all’attivismo della toga stabiese e all’attenzione che altri magistrati starebbero riservando alla città.

Si delinea, in particolare, un possibile confronto tra magistrati. Intervistato da Il Mattino, Nicola Russo ha ribadito di non avere intenzione di candidarsi a sindaco: “Non mi candiderò”. Una smentita netta, anche se tra gli osservatori più scettici c’è chi sostiene che, di fronte a una richiesta esplicita, una riflessione potrebbe comunque esserci.

Intanto, sullo sfondo, il Partito Democratico sta lavorando a una riorganizzazione del circolo cittadino, con l’obiettivo di presentarsi con un volto rinnovato. Il nome che circola con maggiore insistenza è quello di Luigi Riello, magistrato in pensione con una lunga carriera alle spalle, già procuratore generale presso la Corte d’Appello di Napoli e da poco entrato nello staff del segretario regionale dem Piero De Luca.

Da qui l’ipotesi di un duello tutto interno al mondo delle toghe: Russo contro Riello. Secondo alcune ricostruzioni, l’iniziativa di Russo nascerebbe proprio in alternativa alla possibile candidatura dell’ex procuratore.

Sul fronte opposto, nel centrodestra, si muove Luigi Bobbio, che potrebbe ottenere l’investitura di Fratelli d’Italia. Anche lui è molto attivo in questo periodo soprattutto sui social con la pubblicazione di molti post, non sempre del tutto apprezzati come quelli contro Francesco Emilio Borrelli, che però hanno il merito di tenere alta l’attenzione sulla sua immagine politica alternativa alla sinistra. .

Lo scenario che si intravede, come già accaduto una quindicina di anni fa, è che tra due anni, alla fine della gestione commissariale, la corsa a Palazzo Farnese possa giocarsi sulla capacità di tutelare o meno gli interessi di quella che il deputato Francesco Emilio Borrelli ha definito una “classe imprenditoriale predatoria”.

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