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Secondo omicidio in due mesi a Pimonte, paese sotto choc. Il sindaco Somma: “La camorra non fermerà il cambiamento. Lo Stato ci sia vicino”

È di nuovo sangue. A distanza di due mesi dal precedente fatto di sangue, Pimonte torna ad essere teatro di un omicidio riconducibile alla criminalità camorristica. Un episodio gravissimo che ha gettato nello smarrimento l’intera comunità dei Monti Lattari.

A rompere il silenzio è il sindaco del paese, Francesco Somma, con una nota durissima di condanna pubblicata su Facebook e allo stesso tempo un appello alle istituzioni.
“Quanto accaduto oggi a Pimonte, con un omicidio riconducibile alla criminalità camorristica, è un fatto gravissimo che colpisce profondamente la nostra comunità e che condanniamo con assoluta fermezza – scrive Somma – Di fronte a una simile violenza, non possiamo e non vogliamo rimanere in silenzio. Pimonte non può e non deve essere associata alla camorra e alla criminalità”.
Il primo cittadino rivendica con forza il percorso di rinascita intrapreso negli ultimi anni e teme che due omicidi in così poco tempo possano cancellare il lavoro fatto.

“In questi anni, la nostra cittadinanza ha lavorato con impegno, determinazione e coraggio per costruire un paese diverso: più vivo, più moderno, più attrattivo, capace di offrire opportunità, servizi e prospettive alle nuove generazioni. Abbiamo investito sulle infrastrutture, sulle politiche sociali, sulla cultura, sul turismo e sulla valorizzazione delle nostre straordinarie risorse. Non permetteremo che i risultati raggiunti, il lavoro di un’intera comunità e il percorso di cambiamento che abbiamo avviato vengano offuscati e infangati dalla violenza e dalla malavita”.

Parole nette, che descrivono un paese stanco di essere raccontato solo attraverso la cronaca nera.

“Pimonte è molto più di un episodio criminale. È una comunità fatta di persone perbene, di famiglie, di lavoratori, di giovani e di associazioni che credono nel futuro del proprio territorio. È un paese che vuole crescere, rilanciarsi e lasciarsi alle spalle ogni forma di illegalità e sopraffazione”.

Da qui l’appello diretto allo Stato. Somma chiede non solo repressione, ma una presenza costante e rassicurante.

“Chiediamo a tutte le istituzioni e a tutti i poteri dello Stato di intervenire con determinazione, rafforzando la presenza sul territorio e garantendo vicinanza, sicurezza e fiducia ai nostri cittadini. Servono risposte concrete, un’azione incisiva di prevenzione e contrasto alla criminalità e una presenza istituzionale capace di far sentire ogni cittadino tutelato e mai lasciato solo. La legalità non si afferma soltanto con la repressione, ma anche attraverso la presenza dello Stato, il lavoro, la cultura, i servizi e la capacità delle istituzioni di offrire alternative concrete alla violenza criminale”.

La chiusura è un impegno personale e politico a non arretrare di un passo:

“Come Sindaco, continuerò a fare la mia parte, senza arretramenti e senza ambiguità. La nostra Amministrazione andrà avanti con ancora maggiore determinazione nel percorso intrapreso. Pimonte non si piega alla paura. Pimonte non si arrende alla camorra. Pimonte ha il diritto di vivere in sicurezza e di costruire il proprio futuro nella legalità. È questo il paese per cui stiamo lavorando e che continueremo a difendere, ogni giorno, insieme alla parte sana e maggioritaria della nostra comunità”.

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