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Castellammare, i muri tornano a parlare: la città si candida a diventare una galleria a cielo aperto

Non più grigio. Non più anonimo. I muri delle scuole, delle palestre, dei centri di aggregazione di Castellammare potrebbero presto cambiare volto, colore, storia.

La Commissione Straordinaria ha dato il via libera all’aggiornamento dell’elenco delle superfici comunali da destinare alla creatività urbana per il 2026. In pratica, una mappa ragionata di tutti gli spazi pubblici dove writing e muralismo potranno diventare strumenti di rigenerazione, non semplice decorazione.

È un passaggio tecnico, ma con un’ambizione molto chiara: restituire bellezza e identità a quartieri spesso raccontati solo per il degrado.

Una corsa contro il tempo per i fondi regionali

Il provvedimento non arriva per caso. La Regione Campania ha aperto un avviso pubblico per finanziare proprio questo tipo di interventi, e per partecipare i Comuni devono presentarsi con le carte in regola.

Castellammare le ha. Ha già un regolamento comunale sulla creatività urbana, approvato dal Consiglio comunale, e ora ha aggiornato l’elenco delle superfici da inserire nell’Albo regionale.

Il Settore Urbanistica, in collaborazione con il Servizio Patrimonio, ha schedato ogni struttura: posizione esatta, eventuali vincoli, foto. Un lavoro di ricognizione puntuale, perché la delibera è stata dichiarata immediatamente eseguibile. I termini regionali stringono, e l’amministrazione non vuole restare fuori.

Scuole al centro del progetto

A colpire, scorrendo l’elenco, è la scelta di puntare soprattutto su due mondi: lo sport e la scuola.

Da un lato le strutture sportive e di aggregazione, luoghi dove i giovani si incontrano ogni giorno. Dall’altro, e in modo ancora più marcato, gli edifici scolastici.

È lì che la scommessa diventa sociale. Un murale su una scuola non è solo un muro dipinto. È un messaggio che entra nel percorso quotidiano di centinaia di ragazzi, è un modo per dire che il quartiere merita cura, che la bellezza non è un lusso per il centro, ma un diritto anche per le periferie.

È esattamente lo spirito della legge regionale sulla creatività urbana, che parla di riqualificare e rigenerare luoghi e beni urbani, con particolare attenzione alle aree periurbane e periferiche, anche in chiave culturale e sociale.

Oltre il decoro: riscatto

Per la città delle acque, a lungo stretta tra potenzialità turistiche e ferite urbane, questa potrebbe essere una svolta di metodo.

Non si tratta di coprire un muro sporco con un disegno. Si tratta di costruire un percorso che unisce arte, partecipazione pubblica e riscatto sociale. Di affidare ad artisti, e possibilmente ai ragazzi stessi, il compito di raccontare Castellammare con un altro linguaggio.

Ora la palla passa alla Regione. Se i finanziamenti arriveranno, i muri grigi individuati dall’amministrazione potranno diventare tele. E Castellammare potrà iniziare a guardarsi allo specchio con colori diversi.

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