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Castrllammare, Corpus Domini, don Salvatore Abagnale: “La periferia diventa centro”

Il Corpus Domini che racconta don Salvatore Abagnale, parroco della chiesa dello Spirito Santo del centro antico di Castellammare, non vuole essere un rito da calendario, ma incontro. È la Chiesa che esce, è il Signore che cammina dove la vita è più vera. Se ci chiediamo dove oggi abita Dio, la risposta porta dritto lì.

La periferia che diventa centro – scrive don Salvatore sul suo profilo Facebook – Ci sono celebrazioni che si consumano nell’arco di un’ora e altre che restano impresse nell’anima perché riescono a raccontare qualcosa di Dio. La celebrazione del Corpus Domini vissuta quest’anno nelle nostre periferie è stata una di queste. Siamo partiti dalla comunità di Santa Maria dell’Arco, accolti dalla generosità di don Antonino e dalla sua gente. Abbiamo pregato, ascoltato la Parola, adorato il Pane della Vita. Poi, come un popolo in cammino, ci siamo mossi verso l’Annunziatella, accompagnati dalla presenza discreta e luminosa del Signore, accolti da don Maurizio e dalla sua comunità. Ma ciò che più mi ha colpito non è stata soltanto la bellezza della celebrazione. È stata la bellezza della periferia. Per troppo tempo abbiamo pensato alla periferia come a ciò che sta ai margini, come a un luogo incompleto, distante dal cuore delle cose. Eppure il Vangelo ci insegna qualcosa di diverso. Dio ha una strana predilezione per i margini. Quando decide di entrare nella storia non sceglie i palazzi del potere ma una grotta. Quando chiama i suoi amici non cerca le élite religiose ma pescatori. Quando muore per amore non sale su un trono ma su una croce fuori dalle mura della città. Dio ama le periferie perché lì la vita è più vera. E mentre il Santissimo attraversava le nostre strade, ho avuto la sensazione che il centro non fosse altrove. Il centro era lì. Era nei balconi adornati con lenzuola bianche, coccarde e segni di festa preparati con cura. Era nei volti degli anziani affacciati alle finestre. Era nei bambini che guardavano incuriositi il passaggio della processione. Era nelle famiglie che hanno atteso il Signore davanti alle loro case. Era in quella strada trasformata in un tappeto di petali rossi, bianchi e gialli. Petali fragili, destinati ad appassire in poche ore, eppure capaci di raccontare una verità eterna: l’amore autentico non si misura dalla durata, ma dalla gratuità con cui si dona. La periferia diventa centro quando qualcuno ama. La periferia diventa centro quando una comunità si raccoglie attorno all’Eucaristia. La periferia diventa centro quando il Signore passa e trova ancora cuori capaci di attenderlo. Il Corpus Domini ci ricorda proprio questo: Dio non abita lontano dalla vita. Cammina nelle nostre strade. Attraversa le nostre fatiche. Entra nelle nostre case. Si lascia incontrare nelle pieghe più ordinarie dell’esistenza. Per questo la processione non è soltanto un rito. È una dichiarazione di fede. È il popolo che proclama che nessuna strada è troppo povera per accogliere Dio, nessun quartiere è troppo marginale per essere visitato dalla sua presenza, nessuna periferia è così lontana da essere esclusa dal suo amore. Stasera, tra il profumo dei fiori e il silenzio della preghiera, abbiamo compreso ancora una volta che il Signore continua a scegliere le periferie. Non perché siano lontane dal centro. Ma perché, quando Dio passa, diventano esse stesse il centro del mondo”.

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