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Castellammare, tram leggero Stabia-Gragnano, comitati in rivolta: “No al Bus Rapid Transit al posto della tranvia”

Nuovo fronte di opposizione contro l’ipotesi di sostituire la riconversione tranviaria della storica linea ferroviaria Castellammare di Stabia-Gragnano con un sistema BRT, Bus Rapid Transit, basato su autobus elettrici in sede riservata.

A sollevare il caso sono l’Associazione “Centro di Cultura e Storia di Gragnano e Monti Lattari” e il Comitato “Riprendiamoci la Ferrovia”, che hanno trasmesso un documento di 15 pagine al responsabile unico del Contratto Istituzionale di Sviluppo “Vesuvio-Pompei-Napoli”, l’architetto Francesco Alessandria.

Il nodo della contestazione
Al centro delle osservazioni c’è la proposta avanzata da EAV di modificare l’intervento A1.18 del CIS, trasformando il progetto di “tram leggero” in un sistema BRT. Una copia del dossier è stata inviata anche ai ministeri competenti, al presidente della Regione Campania, ai sindaci di Castellammare di Stabia, Gragnano e Santa Maria la Carità e all’Unità Grande Pompei.

Le associazioni ricordano che la riconversione della storica Torre Annunziata-Castellammare-Gragnano in linea tranviaria era già stata approvata dal tavolo istituzionale del CIS e finanziata con priorità alta da una delibera CIPESS. Nel 2024 EAV aveva affidato per circa 1 milione di euro la redazione del Progetto di Fattibilità Tecnico-Economica, approvato a marzo 2025 in Conferenza dei Servizi con il consenso di tutti gli enti. Era seguita la gara europea per progettazione esecutiva ed esecuzione dei lavori e, a dicembre, la nomina della commissione giudicatrice.

Lo stop dopo il cambio in Regione
Secondo i firmatari, l’iter si sarebbe interrotto dopo l’insediamento della nuova giunta regionale. La decisione dell’assessore ai Trasporti di proporre l’alternativa su gomma avrebbe di fatto congelato il procedimento.

Per i comitati, trasformare la linea in busvia sarebbe “una scelta irreversibile” che cancellerebbe un’infrastruttura storica legata all’identità delle comunità. “Si trasformerebbe un sedime ferroviario in una semplice infrastruttura stradale, declassando un corridoio strategico a collegamento locale su gomma”, si legge nel documento presentato il 10 giugno 2026.

Le critiche tecniche al BRT
Nel dossier vengono contestati più aspetti. Primo: il sistema ipotizzato da EAV non sarebbe un vero Bus Rapid Transit. Una parte significativa del percorso si svilupperebbe in promiscuo con il traffico urbano. In particolare, i 1,6 km tra il capolinea previsto al Liceo Scientifico e la stazione di Castellammare sarebbero nel traffico cittadino, facendo perdere continuità e velocità tipiche del trasporto rapido di massa.

Secondo: i costi. Le associazioni sostengono che la soluzione su gomma non garantirebbe risparmi complessivi. Una valutazione corretta, dicono, deve includere gestione nel lungo periodo, inquinamento, congestione urbana e valore strategico. Manca, inoltre, un’analisi costi-benefici completa che consenta un confronto trasparente con la tranvia già approvata.

Capacità e sostenibilità ambientale
Altro punto critico è la capacità. La relazione tecnica del BRT stima una domanda di circa 7.000 passeggeri al giorno, ma con una disponibilità iniziale di 5.120 posti. La tranvia era invece progettata per arrivare fino a 9.500 passeggeri giornalieri, con 7.000 posti in fase iniziale e possibilità di potenziamento nelle ore di punta.

Sul fronte ambientale, pur essendo elettrici, i bus avrebbero consumi energetici superiori rispetto a una moderna linea tranviaria e sarebbero meno efficaci nello spingere gli utenti ad abbandonare l’auto privata, obiettivo del Piano Strategico.

Il contrasto con i piani approvati
Le osservazioni segnalano infine che il BRT sarebbe in contrasto con diversi strumenti di pianificazione già approvati: il Piano Urbano della Mobilità Sostenibile, il Piano Territoriale Metropolitano della Città Metropolitana di Napoli, i PUC di Gragnano e Castellammare, il PUM di Castellammare e il Grande Progetto Pompei. Tutti orientati alla riconversione ferrotranviaria.

Le richieste
Da qui l’appello al responsabile unico del CIS e agli organismi nazionali: non limitarsi a recepire le decisioni della Regione, ma fare una valutazione indipendente delle due alternative. La richiesta è di respingere la rimodulazione da tram a BRT e sollecitare EAV ad avviare i lavori già programmati.

Alla Regione Campania si chiede di riconsiderare una scelta che “comprometterebbe definitivamente il potenziamento del trasporto su ferro” tra Torre Annunziata, Castellammare e Gragnano. Ai sindaci, infine, l’invito a ribadire il sostegno espresso in passato al progetto tranviario e a recuperare autonomia rispetto alle scelte regionali.

Il documento porta la firma del Comitato “Riprendiamoci la Ferrovia” e dell’Associazione “Centro di Cultura e Storia di Gragnano e Monti Lattari”.

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