A Castellammare di Stabia cresce l’attesa per conoscere le motivazioni ufficiali dello scioglimento dell’amministrazione Vicinanza per infiltrazioni camorristiche. Ma il contenuto della relazione della Commissione d’Accesso inviata dal Prefetto di Napoli, Michele Di Bari, inizia a trapelare.
Il quadro che emerge non riguarda solo appalti o affidamenti. Al centro ci sarebbe la gestione ordinaria del territorio e un cortocircuito tra due snodi chiave della macchina comunale: l’Ufficio Tecnico e l’Ufficio Commercio.
Secondo le indiscrezioni, i commissari avrebbero rilevato una gestione documentale estremamente elastica. Diversi locali commerciali risulterebbero aperti al pubblico pur essendo privi dei titoli urbanistici definitivi. Una zona d’ombra che non configura necessariamente una collusione diretta, ma un grave deficit di coordinamento.
Il meccanismo ipotizzato è duplice: da un lato il L’Ufficio Tecnico che non avrebbe mappato e sanzionato per tempo abusi e cambi di destinazione d’uso, dall’altro il Suap che avrebbe rilasciato licenze di somministrazione anche in assenza dei presupposti edilizi di base. Una falla in cui, per gli investigatori, si annida il rischio più alto: dove i controlli sono deboli e frammentati, l’infiltrazione criminale trova terreno fertile.
Tra i fascicoli qualche caso di ottenimento record di permesso a costruire ottenuto da personaggi legati politicamente alla maggioranza dell’amministrazione Vicinanza.
Il dossier non si fermerebbe al centro urbano. Sotto esame anche il lungomare e la gestione del demanio marittimo. Le costruzioni abusive che hanno continuato ad essere realizzate (addirittura dei pani di edifici già condonati) nonostante siano stati perpetrati sotto gli occhi di tutti. Soprattutto in zona periferica con scarsa vigilanza degli organi preposti. Inoltre, gli uomini del Prefetto avrebbero passato al setaccio i rinnovi delle concessioni degli stabilimenti balneari, con procedure da chiarire e presunte incompatibilità con la classificazione delle aree, oltre a verifiche mancate o tardive. Un settore ad altissima redditività e, per questo, storicamente esposto agli appetiti dei clan.
Se le anticipazioni fossero confermate, non si tratterebbe solo di instabilità politica, ma di una macchina amministrativa inceppata, incapace di far dialogare i propri uffici e di fatto esposta a legittimare irregolarità.
Ora la sfida, in attesa delle motivazioni ufficiali, sarà ricostruire proprio quegli uffici. Perché una burocrazia fragile e non comunicante rischia di diventare, anche involontariamente, il primo alleato di chi vuole aggirare la legge.
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