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Castellammare, Antiche Terme, proprietà pubblica e e gestione ai privati: futuro ancora tutto avvolto dalla nebbia.

Piazza Amendola, lo storico stabilimento al centro del dibattito. Tra fondi PNRR, progetti bloccati e il nodo del patrimonio idrico millenario

Sul futuro dello storico stabilimento termale di piazza Amendola continua ad aleggiare una fitta nebbia fatta di indiscrezioni, progetti bloccati e continui rinvii.

È una vicenda complessa che intreccia il destino urbanistico della struttura con la salvaguardia di un patrimonio idrico millenario. A fare il punto sulla situazione è l’associazione Terme di Stabia, che rilancia il tema centrale di tutta la partita: proprietà pubblica, gestione ai privati.

Le Antiche Terme di piazza Amendola sono, e restano, un bene collettivo. Un principio ribadito a più riprese dal Comitato: la struttura è di proprietà pubblica, un bene collettivo di proprietà pubblica che come tale dovrebbe vedere qualsiasi progetto di trasformazione pubblicamente condiviso e discusso.

Un patrimonio che la città aspetta di rivedere vivo dal 2015, anno della chiusura definitiva di entrambi i complessi termali, dopo anni di perdite milionarie e di gestione affidata alla Terme di Stabia S.p.A.

Oggi il dibattito si riaccende intorno a due binari paralleli.

Da un lato c’è il progetto del Parco Urbano delle Acque, finanziato con 12 milioni di euro di fondi PNRR proprio nello stabilimento di piazza Amendola, che dovrebbe ripensare la funzione delle terme in chiave benessere e wellness.

Dall’altro c’è il nodo della gestione. L’ipotesi più accreditata è quella di mantenere la proprietà in mano pubblica, affidando però la gestione imprenditoriale ai privati secondo criteri di efficienza. Una formula già tentata in passato, ma che ora divide.

Per il Comitato la priorità resta la tutela delle acque e il rispetto delle norme: dalle osservazioni al PUC emerge la richiesta di una fascia di rispetto di 200 metri dal punto di captazione delle sorgenti, oggi violata – secondo l’associazione – dalla presenza del parcheggio interno alle Antiche Terme.

Tra indiscrezioni su bandi imminenti e progetti che restano sulla carta, la città resta in attesa di una decisione chiara. Il rischio, denunciato dall’associazione, è che senza una visione pubblica forte e trasparente, il rilancio tanto annunciato si trasformi nell’ennesimo rinvio per un simbolo millenario di Castellammare.

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