Il Consiglio dei Ministri ha disposto lo scioglimento dell’amministrazione per condizionamenti della criminalità organizzata. Diciotto mesi di gestione straordinaria con un vertice di altissimo profilo: con Caputo, la viceprefetto Mara Moscato e l’ex direttore della DIA Maurizio Vallone
Volti nuovi, e di altissimo profilo istituzionale, per guidare Castellammare di Stabia dopo lo choc dello scioglimento per infiltrazioni mafiose.
A poche ore dalla decisione del Consiglio dei Ministri di sciogliere l’amministrazione comunale per accertati condizionamenti della criminalità organizzata, è stata ufficializzata la composizione della commissione straordinaria che amministrerà la città per i prossimi diciotto mesi.
A guidare l’ente stabiese sarà Dario Caputo, ex prefetto di Agrigento, da poco in pensione, considerato una delle figure più esperte e autorevoli sul fronte della legalità. Il suo nome è legato in particolare alla complessa e delicata gestione dei beni confiscati alle mafie, un settore nevralgico nella lotta al potere economico dei clan.
Al suo fianco, a comporre la triade commissariale, due personalità di comprovata esperienza nel contrasto alla criminalità organizzata: il viceprefetto Mara Moscato e Maurizio Vallone, ex direttore della DIA, la Direzione Investigativa Antimafia.
Una scelta che il Viminale ha voluto dare come segnale inequivocabile di discontinuità e di rigore. Non una gestione ordinaria, ma una squadra investigativa e amministrativa d’élite chiamata a bonificare l’apparato comunale, verificare appalti, procedure e rapporti divenuti permeabili alle pressioni esterne, e a restituire ai cittadini stabiesi un’amministrazione trasparente.
I tre commissari si insedieranno nei prossimi giorni a Palazzo Farnese, prendendo in mano le funzioni di sindaco, giunta e consiglio comunale. Un compito lungo e difficile, diciotto mesi durante i quali Castellammare sarà di fatto una città commissariata, sospesa tra la necessità di garantire i servizi quotidiani e l’urgenza di recidere ogni legame tra politica e malaffare.
Si chiude così, nel modo più traumatico previsto dalla legge, una stagione amministrativa e si apre una fase di transizione cruciale per il futuro della città.
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