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Castellammare, indagine Dda, Mario d’Apuzzo si unisce al coro dell’opposizione, il sindaco richieda l’invio della Commissione d’Accesso

Indagine della Dda che ha portato ad 11 arresti con il possibile coinvolgimento di politici in consiglio comunale a Castellammare. Sulla vicenda esprime la sua opinione anche Mario d’Apuzzo, già candidato a sindaco perdente del centro destra alle ultime elezioni comunali dello scorso anno. Lo fa attraverso il suo profilo facebook dove si legge:

“In queste ore concitate, segnate da indagini che hanno investito la nostra città, ho deliberatamente scelto di non intervenire nell’immediato. Non per esitazione, né tantomeno per calcolo politico, ma per adesione a un principio che considero irrinunciabile: la necessità di ponderare ogni accadimento con serietà, equilibrio e con quel senso di responsabilità istituzionale che dovrebbe orientare ogni intervento pubblico degno di credibilità. Ciò che è emerso rimane, comunque lo si voglia inquadrare, grave. Anzi, gravissimo, se collocato in un ragionamento più vasto sulla tenuta etica e democratica della nostra comunità, sulla qualità della classe dirigente e sulla capacità delle istituzioni di preservare Castellammare da qualunque forma di opacità o interferenza impropria. Non intendo, dunque, apparire come colui che, approfittando dell’imbarazzo e delle difficoltà della maggioranza, tenta di affondare colpi per mero tornaconto politico. Castellammare non merita questa logica meschina né questo livello di cinismo. Oggi, al centro dell’attenzione, non vi è una parte politica; non vi è maggioranza né opposizione: vi è la città. La sua storia, la sua identità ferita, il suo presente compromesso e il suo futuro che rischia di essere ulteriormente indebolito. Una città che, negli ultimi mesi, ha già dovuto registrare tutta l’insensibilità dell’amministrazione nel barattare un simbolo della propria memoria collettiva con scelte estemporanee e superficiali, come nel caso dell’ospedale. È un passato che pesa, un presente che inquieta e un domani che non può essere abbandonato alla deriva dell’incertezza. Potrei – e forse ne avrei pieno titolo – ricordare che per molto meno, anzi per nulla, Castellammare ha in passato subìto l’onta dello scioglimento. Ma non lo farò. E non lo farò perché ritengo che, in frangenti così delicati, la politica debba saper rinunciare alle sirene della polemica facile e dello scontro pretestuoso, ritrovando invece la forza di affrontare problemi e ostacoli con spirito costruttivo, mettendo al centro la salvaguardia della città e l’integrità delle sue istituzioni. Non alzerò la voce, dunque. Ma, soprattutto, non brinderò, come purtroppo in passato è accaduto, né mi abbandonerò a trionfalismi fuori luogo. Perché di fronte a vicende così complesse, nessuno può esultare: chi rischia davvero è sempre e soltanto la città, quella parte sana – e posso affermarlo con convinzione, largamente maggioritaria – che ogni giorno si impegna per restare libera, dignitosa e impermeabile a qualsiasi forma di condizionamento criminale. Vi è però un punto che non può essere eluso: il dovere del Sindaco di utilizzare ogni strumento che l’ordinamento mette a disposizione per verificare se esistano pericoli di infiltrazione e se l’azione amministrativa in corso sia realmente in grado di assicurare una gestione protetta, trasparente e impermeabile rispetto a qualunque pressione esterna. Per questa ragione ritengo necessario, e ormai non più rinviabile, che il Sindaco richieda al Prefetto la convocazione immediata del Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica, affinché si valuti l’opportunità di avviare la procedura per la nomina, da parte dello stesso Prefetto, della Commissione di Accesso. Si tratta di uno strumento prezioso, creato proprio per accertare il livello di tutela dell’ente locale da possibili condizionamenti camorristici e per restituire certezza, rigore e credibilità all’azione amministrativa. Non è un atto ostile verso la città: è, al contrario, un atto di tutela. Un gesto di trasparenza, di rispetto e di responsabilità verso i cittadini. Un passaggio necessario per ricostruire fiducia, per garantire chiarezza, per assicurare che il governo della città sia realmente al riparo da zone d’ombra che nessuna comunità civile può permettersi di tollerare. Castellammare merita certezze. Merita sicurezza istituzionale, solidità amministrativa, una guida politica all’altezza di un territorio che vuole affrancarsi una volta per tutte da ogni ambiguità. Io, da cittadino e da uomo delle istituzioni, non invoco vendette politiche: invoco verità, chiarezza e protezione per la nostra comunità. E continuerò a farlo, con la stessa misura, con lo stesso senso del dovere e con la stessa determinazione con cui ho scelto di parlare oggi”.

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